mercoledì, Giugno 3, 2020
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Coronavirus e pratiche religiose. Il Viminale incontra le confessioni religiose

Obiettivo: definire un protocollo sulla ripresa delle attività nel rispetto delle disposizioni di prevenzione.

Notizie Avventiste – Si è svolto lo scorso martedì l’incontro in video conferenza del Ministero dell’Interno con le confessioni religiose presenti sul territorio italiano, per conoscere le esigenze delle comunità di fede diverse dalla cattolica e definire un protocollo che consenta la ripresa delle attività in sicurezza.

“L’incontro è stato positivo, non tanto o non soltanto per le soluzioni che nel corso della video conferenza si son potute abbozzare a singoli problemi, in verità poche, quanto per il fatto stesso dell’incontro” afferma Davide Romano, direttore del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa della chiesa avventista, che ha partecipato alla riunione.

“Tradizionalmente” aggiunge “le minoranze religiose del nostro Paese, che tutte insieme, cristiane e non cristiane, raccolgono una percentuale di popolazione non lontana dal 10%, sono poco ascoltate e raramente convocate dalle Istituzioni pubbliche. Diamo atto che negli ultimi anni una prassi di maggiore interlocuzione da parte del Dipartimento competente agli affari di Culto del Ministero dell’Interno è stata implementata”.

Alla riunione virtuale hanno partecipato rappresentati delle comunità ebraiche, baha’i e sikh, delle chiese ortodosse e anglicana, delle associazioni islamiche, dei mormoni; della Fcei (Federazione delle chiese evangeliche in Italia ), delle Adi (Assemblee di Dio in Italia), della Consulta evangelica e dell’Uicca (Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno).

L’incontro è stato presieduto dal prefetto Michele Di Bari, direttore del Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, che ha condiviso i saluti dell’on. Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno.

“In questa occasione, gli organismi ministeriali, complice la necessità di redigere un protocollo sanitario applicabile da tutti in vista della ripresa delle attività religiose, hanno organizzato un incontro con diverse rappresentanze religiose. Purtroppo non tutte” lamenta Romano “ma comunque è un buon inizio di cui siamo grati e speriamo” auspica ”si tratti dell’inaugurazione di un nuovo metodo di ascolto e di dialogo proficuo; metodo che fin qui era stato adottato quasi esclusivamente nei rapporti Stato-Cei”.

Apprezzamento per l’iniziativa ha espresso Luca Maria Negro, presidente della Fcei, che dalle pagine di Notizie Evangeliche (Nev) afferma: “Le chiese della Fcei apprezzano l’iniziativa del Ministero che riconosce l’importanza del pluralismo religioso e avvia un dialogo con varie rappresentanze confessionali. Confermano inoltre il loro atteggiamento di responsabilità: riconosciamo la gravità della situazione e sosteniamo i provvedimenti adottati dal governo e dalle regioni per contrastare la diffusione del virus. Al tempo stesso segnaliamo la necessità che i pastori possano svolgere la loro attività muovendosi sul territorio, anche attraversando confini regionali e che, man mano che ci si avvicina alla normalità, ai fedeli sia possibile raggiungere i luoghi di culto anche quando sono distanti dalle loro residenze”.

All’incontro erano anche presenti, in qualità di consulenti, i professori Pierluigi Consorti, dell’Università di Pisa, e Paolo Naso, della Sapienza Università di Roma.
[LF]

[Immagine: Pixabay]