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COMUNICATO STAMPA

DIRITTI UMANI
INNOCENTI DETENUTI IN TOGO PER FALSE ACCUSE E IN PAKISTAN PER BLASFEMIA

Antonio Monteiro, pastore avventista del 7° giorno, e Bruno Amah, membro della chiesa avventista, sono detenuti nel carcere di Lomé, in Togo, da circa 21 mesi senza processo per accuse che la polizia ha confermato essere false.
In Pakistan, il cristiano avventista Sajjad Masih è stato condannato all’ergastolo, lo scorso luglio, per aver diffamato il profeta Maometto nonostante le false accuse siano state ritirate e si sia dimostrata la sua estraneità ai fatti. Il suo caso rientra nelle controverse leggi sulla blasfemia vigenti nel paese.
La Chiesa Avventista del 7° Giorno denuncia questa violazione dei diritti umani e chiede la scarcerazione dei tre uomini. Invita a firmare la petizione online e  a spedire cartoline da tutto il mondo per sostenere la loro innocenza e chiedere giustizia.

N13-Campagna TogoRoma, 6 dicembre 2013 (Notizie Avventiste) – La Chiesa avventista  e difensori dei diritti umani chiedono la liberazione di Antonio dos Anjos Monteiro, pastore avventista, e di Bruno Amah, uomo d’affari membro della chiesa avventista, detenuti in Togo da oltre un anno e mezzo con false accuse e in attesa di giudizio; e di Sajjad Masih, cristiano avventista in un paese mussulmano come il Pakistan dove sconta l’ergastolo per aver inviato, nel 2011, presunti sms blasfemi a un esponente di un gruppo estremista religioso, nonostante il suo accusatore abbia successivamente ritrattato e il pubblico ministero non sia riuscito a produrre alcuna prova del coinvolgimento del giovane ventinovenne.
Firmando la petizione e inviando delle cartoline di saluto si può esprimere solidarietà ai tre uomini ingiustamente detenuti e manifestare partecipazione alla loro sofferenza.

Monteiro e Amah sono stati arrestati nel marzo 2012 per concorso in omicidio in seguito alle accuse di un togolese che aveva fatto il loro nome come persone coinvolte in un giro criminale di traffico di sangue. L’accusatore aveva già confessato l’omicidio di circa 20 ragazze, sostenendo di lavorare per un’organizzazione criminale che trafficava in sangue umano. L’uomo conosceva Monteiro perché si era rivolto a lui per chiedere un aiuto economico e un lavoro. Le perquisizioni della polizia nell’abitazione di Monteiro e nella chiesa non hanno fatto emergere alcuna prova di colpevolezza.

Secondo un rappresentante della Commissione Nazionale dei Diritti Umani in Togo, l’accusatore ha una storia documentata di instabilità mentale e le sue accuse sono state ampiamente considerate inaffidabili. Inoltre, prove e testimonianze suggeriscono che la dichiarazione che coinvolge Monteiro e Amah sia stata ottenuta con la forza.

“Affermare che Monteiro e Amah siano innocenti penso che vada da sé”, ha dichiarato Todd McFarland, avvocato dell’ufficio legale della Chiesa avventista mondiale, “L’idea che un pastore avventista debba assumere qualcuno per uccidere delle giovani donne e poi trafficare il loro sangue tramite un amico uomo d’affari, è assurdo, bizzarro, e falso”.

I leader della Chiesa avventista in Togo hanno chiesto ripetutamente al governo la liberazione dei due uomini, ma senza successo. Vani sono stati anche gli interventi di diplomatici stranieri.  “Si tratta decisamente di una parodia della giustizia, che non verrebbe tollerata in nessuna società rispettosa della legge”, ha affermato John Graz, responsabile del dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa della Chiesa avventista mondiale.

Il giudice ha più volte ripetuto a Monteiro e al suo avvocato: “Pastore, so che lei è innocente. Il suo dossier è vuoto. Ma non posso rilasciarla, perché non dipende da me”.
“E allora da chi dipende?”, si è chiesto Monteiro.

La pressione dell’opinione pubblica sulle autorità per la soluzione dei crimini continua a ostacolare il rilascio dei due uomini e la decisione della data del processo.

Sajjad Masih è stato condannato all’ergastolo grazie anche alle pressioni sul giudice da parte degli estremisti che dominano il panorama religioso e politico in Pakistan, secondo quanto afferma il suo avvocato.  John Graz, ha spiegato che il caso di Masih non è insolito: “In Pakistan, i membri delle minoranze religiose vivono sotto la costante minaccia di essere accusati di blasfemia. Sanno che, una volta accusati, non potranno contare su un’indagine seria”.

Masih è stato vittima di un complotto organizzato dal marito della sua ex fidanzata. Un uomo aveva infatti accusato il giovane di aver inviato degli sms blasfemi dal cellulare della donna. Il 28 dicembre 2011, la polizia di Gojra lo ha arrestato, iscrivendo il caso nelle leggi pachistane sulla blasfemia, che prevedono la pena di morte o l’ergastolo per chiunque sia trovato colpevole di bestemmia contro Maometto, profeta dell’islam.

Michael Ditta, presidente dell’Unione avventista pachistana, ha affermato che le leggi sono notoriamente utilizzate per vendicarsi dei cristiani e di altre minoranze religiose. Il 96 per cento del Pakistan è musulmano; solo il 2 per cento della popolazione del paese si definisce cristiano. “Essendo una fede minoritaria, siamo preoccupati per l’uso improprio di questa legge e per la crescente intolleranza verso i cristiani”, ha affermato Ditta.

All’inizio di quest’anno, il Pakistan è stato classificato tra i paesi di “Livello 1” dalla Commissione statunitense sulla libertà religiosa internazionale per “sistematica, continua e oltraggiosa” intolleranza verso i gruppi religiosi minoritari.

Dopo più di un anno e mezzo trascorso nel carcere Take Singh, nel distretto di Toba, Masih è stato condannato all’ergastolo, nonostante nel controinterrogatorio il suo accusatore abbia ammesso di non aver ricevuto alcun sms blasfemo, come aveva sostenuto inizialmente. Inoltre, le dichiarazioni giurate dei colleghi di Masih hanno confermato che il giovane era al lavoro nel Pakpattan al momento in cui avrebbe inviato, secondo l’accusa, gli sms dal telefono cellulare della sua ex fidanzata.

In occasione delle prossime festività, la Chiesa avventista chiede a tutti coloro che vogliono prendere posizione in favore del rispetto dei diritti umani di inviare una cartolina per sostenere l’innocenza dei tre uomini e chiedere che sia fatta giustizia.

petizione_monteiro_istruzioni1 Firma online
Per la petizione online: http://www.change.org/petitions/release-seventh-day-adventist-pastor-monteiro

Attenzione. Per evitare di ricevere messaggi dal sito change.org evitare di spuntare i due quadratini che si trovano sotto il bottone rosso “Sign” e non scrivere nella casella prima del bottone rosso. Chi ha già firmato non può firmare più volte.

Cartoline augurali
Per scaricare le cartoline postali per Antonio, Bruno e Sajjad cliccare su:
cards01  (per Antonio, Bruno e Sajjad)
cards02  (per Antonio, Bruno e Sajjad – versione più chiara)

Ogni set contiene 3 cartoline; si può scegliere quella che piace di più.  Ogni file in formato Pdf va stampato fronte/retro su un cartoncino.  Ritagliare seguendo le linee tratteggiate, scrivere il proprio nome, apporre un francobollo da 2 euro e spedire.