mercoledì, ottobre 17, 2018
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Celebrata l’unità nella diversità a Conegliano

N43-Conegliano_festa_popoli1La festa dei popoli della chiesa cristiana avventista ha fatto gustare la straordinaria fantasia di Dio.

Notizie Avventiste – Sabato 19 dicembre, la comunità avventista di Conegliano (TV), cosmopolita, multietnica e multiculturale, ha organizzato la festa dei popoli, coadiuvata da ghaneani, brasiliani, italiani, romeni, ecuadoriani, russi-ucraini, dominicani.

“Il mio cuore romeno si è riempito di gioia nel vedere la mia chiesa viva, colorata e allegra. Note di canti in varie lingue, melodie capaci di suscitare emozioni profonde in tutti i presenti. Tutti diversi ma uniti nell’ascolto e nella condivisione dell’amore di Cristo, nostro Salvatore. ‘Nessuno di noi infatti vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso’ (Romani 14:7)”, ha scritto Roberta Firicioiu, della chiesa di Conegliano, a Notizie Avventiste.

N43-Conegliano_festa_popoli2È stata una festa indimenticabile per i presenti, un sabato speciale in cui si è celebrato Dio creatore di tutti.
“Conoscere i paesi lontani tramite la fede”, ha aggiunto R. Firicioiu, “è una vera benedizione; mai avrei pensato di vivere la possibilità di riconoscermi in una famiglia meravigliosa e universale. Il Signore ha voluto manifestare questa sua straordinaria fantasia, della quale io non sono che un dettaglio.

Un modello da adottare?
“E se quello vissuto questo sabato, fosse il modello ecclesiale da adottare nelle nostre comunità multicolore?”, ha affermato Davide Mozzato, pastore della chiesa cristiana avventista del settimo giorno di Conegliano, pensando all’evento da poco concluso.

“Un modello di chiesa”, ha continuato, “che non scarta nessuna ipotesi culturale, che comprende insieme un canto in ghaneano e una preghiera in romeno, una riflessione tradotta dal russo e una proiezione dal Brasile, una raccolta delle offerte secondo lo stile sudamericano e un sermone in italiano (le posizioni liturgiche possono essere invertite di sabato in sabato, salvo la predicazione che deve essere tradotta nella lingua ponte)”.

E la comunità avventista coneglianese va già in questa direzione per quanto riguarda la Scuola del Sabato, vale a dire il momento di condivisione della Parola in gruppi, che nei servizi religiosi sabbatici della denominazione di solito precede la predicazione.

“Il programma della Scuola del Sabato adottato dalla nostra chiesa”, ha spiegato il past. D. Mozzato, “già prevede che a presentare il primo momento comunitario siano di volta in volta i vari gruppi culturali. Il primo i russi, poi i rumeni… e via così. Un modello questo che non contempla l’improvvisazione, il gruppo è chiamato a consultarsi il sabato prima, durante la settimana, per approntare la strategia comunicativa, per scegliere l’incaricato/a, per pregare gli uni per gli altri. Nel momento in cui si esce davanti a tutti per esprimere una lode si apprezza il silenzio di chi assiste e, di rimando, ci si ricorderà di questo quando ci si troverà seduti e in silenzio”.

La ricchezza della diversità ha senso se riconosciuta, apprezzata e messa a frutto.
“Chi è partecipe sta bene, si sente accolto non solo fisicamente; coglie che il suo parere, la sua cultura, il suo esistere e il suo punto di vista (non esclusivo) ha il diritto di cittadinanza pur non possedendo magari il visto della dogana”, ha concluso Mozzato.