lunedì, Settembre 16, 2019
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Bilancio Sociale. I dati e le attività svolte nel 2013 dalla Chiesa cristiana avventista

10696155_523777264392170_5207494835970774296_nNotizie Avventiste – Andrea Romboli, dello studio Romboli Associati, ha presentato i dati e le attività del Bilancio Sociale della Chiesa cristiana avventista. Il volume è il risultato di un lavoro, svolto in vari mesi, di raccolta capillare di dati nelle diverse realtà avventiste del nostro Paese.

Nel suo intervento, Andrea Romboli ha accennato ad alcuni dati contenuti nel volume, ma ha anche evidenziato il vero senso del raccogliere risorse.

“Il termine fundraising”, ha affermato, “vuol dire accrescere, far salire, elevare. Quindi è qualcosa che ha uno sguardo non orizzontale ma verticale. Raccogliere fondi per me non è mai una questione solo di soldi; tutto è importante, dai volontari a chi dona. Andare a chiedere non è tanto la sommatoria degli interessi, o solo un mutuo interesse, è un mezzo per produrre, insieme all’altro, un valore aggiunto sociale, cioè qualcosa che impatti sui territori, sui luoghi in cui siamo, e produca un benessere per la collettività”.

In questo modo tutti hanno un valore positivo in ciò che fanno. “Nessuno ha un valore negativo in sé”, ha aggiunto Romboli, “neanche chi è in difficoltà, perché gli siamo vicini. Fundraising è questo: chiedere in un rapporto biunivoco, dove c’è un io di fronte a un tu”.

Nel territorio nazionale sono presenti più di 6.500 enti ecclesiastici attivi (dati dell’ultimo censimento Istat), con 128.000 occupati e 142.000 volontari, e la Chiesa cristiana avventista, pur essendo una minoranza religiosa, fa parte di questo popolo che in Italia rappresenta un’importante risorsa della società. “La fede muove, genera opere e voi ne siete una testimonianza”, ha affermato Romboli.

Altro dato significativo è che i finanziamenti di tutti questi enti non sono in prevalenza pubblici. “Gli enti ecclesiastici vivono con il 55 per cento di finanziamenti che arrivano dal privato; quindi si muovono, vanno a cercare risorse, generano reti, sono attivi”, ha precisato Romboli.

Sul territorio nazionale, l’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del settimo giorno (Uicca) è presente con 140 chiese e luoghi di culto aperti al pubblico, con oltre 9.600 membri adulti battezzati e 15.000 simpatizzanti, e 69 pastori. La sua attività si fonda economicamente sul finanziamento attraverso le decime e le offerte volontarie dei fedeli. Infatti risorse dell’Uicca arrivano in gran parte dalle donazioni dei suoi membri, ma anche dall’8xmille che viene utilizzato solo per progetti sociali e assitenziali, non per finanziare le attività religiose. “Ci sono”, ha continuato Romboli, “oltre 33.000 contribuenti che destinano il loro 8xmille alla Chiesa avventista perché si fidano di lei”.

Il Bilancio Sociale dell’Uicca evidenzia anche l’attività di culto, vale a dire la socialità, l’attività che i pastori svolgono sul territorio, coadiuvati da diverse persone che si adoperano per il sostegno delle chiese e che costituiscono un valore evidente nelle relazioni. “Sono numeri che parlano chiaro il cui valore, se volessimo darne uno economico, sarebbe di tantissimi milioni di euro; ma naturalmente non è questo il fine”, ha affermato Romboli.

Ha quindi citato i vari mezzi che l’Uicca ha messo in campo per andare verso il prossimo.

10689476_524145407688689_2249322587941714436_n“Siete una Chiesa che ha tanti strumenti di comunicazione, come dimostra lo streaming di questo momento”, ha aggiunto Romboli riferendosi alle dirette audio e video in cui è trasmesso il programma, grazie al lavoro dei tecnici della Radio Voce della Speranza di Roma e della televisione web Hope Channel Italia.

Ci sono poi le opere sociali prodotte dalla Chiesa, nate per incontrare i bisogni delle persone a vari livelli: da quelli umanitari, con Adra Italia; a quelli della tutela dei diritti umani, con l’associazione Aidlr; dai giovani, con l’associazione scoutistica Aisa; agli universitari con l’associazione Auda-Amicus; dagli anziani con la casa di riposo Casa Mia; alla lotta all’usura, con la fondazione Adventum; dalla cultura, con l’Istituto di cultura biblica; alla prevenzione e promozione di uno stile di vita sano, con la Lega Vita e Salute; all’ente Osa con le attività dell’8xmille e 5xmille.

“Sono nove enti che tutti i giorni lavorano insieme integrandosi; e questo rappresenta la chiesa all’opera in mezzo alle persone nel dare un sostegno, facendo i conti con mercato, economia, bisogni, cioè con la realtà!”, ha spiegato Romboli.

Evidenziata anche l’attenzione della denominazione, e questo fin dalle sue origini, per la tutela della salute in quanto dono.

“Siete attivi su questo fronte che è dirompente e caro a tutte le persone”, ha concluso Romboli, “con la rivista Vita e Salute, la prima pubblicazione del settore in Italia, nata nel 1952; le campagne per smettere di fumare; i progetti realizzati con il dott. Franco Berrino, in particolare Diana 5; le campagne per abbattere lo zucchero nelle merendine e quindi la lotta all’obesità infantile. Su tutto questo c’è tanto da dire e i dati lo testimoniano”.

È possibile scaricare una copia del Bilancio Sociale 2013 della Chiesa cristiana avventista sul sito: www.avventisti.it