giovedì, Dicembre 12, 2019
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Apocalisse in breve. Guerra nel cielo e sulla terra

NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale – Giovanni vede il conflitto iniziare nello scenario del cielo. Il problema del male non è specifico della condizione umana, ma è cosmico. I profeti Isaia ed Ezechiele tracciano lo stesso quadro. Partendo dalla realtà di Tiro e Babilonia, essi evocano quella stessa guerra primordiale che agitò il cielo e finì nella medesima tragedia: la caduta di un essere celeste che mirava troppo in alto. “Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Ti avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, tu camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, finché non si trovò in te la perversità… Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saggezza a causa del tuo splendore; io ti getto a terra… ti riduco in cenere sulla terra…” (Ez 28:14-18, cfr. Is 14:15-15).

Secondo il racconto dell’Apocalisse, questa guerra celeste scoppiò bruscamente. L’avvenimento è qui descritto senza l’apporto di alcuna ragione, privo di premesse razionali. La perversità è stata trovata in te, commenta Ezechiele (28:15). L’avvento del male è irrazionale. Il mistero di questa assurdità che ci colpisce tutti è spiegato in questo modo: la terra è occupata da Satana e dai suoi alleati. Essi sono stati precipitati giù dal cielo, espulsi dalla presenza di Dio, confusi al nulla e alle tenebre che precedevano la creazione.

Il piano della salvezza si svolge e si realizza proprio su quel terreno tenebroso e caotico, nel quale Dio è negato e combattuto. Proprio la terra, diventata il rifugio di Satana, diventerà l’epicentro dell’azione salvifica di Dio.

Giunto sulla terra, il diavolo attacca la donna. Ella è il primo oggetto della sua opera seduttrice (Gn 3:1). Anche in seguito è su di lei che continuerà ad accanirsi. Attraverso la donna il seme della salvezza sarà, infatti, salvaguardato e veicolato. Questa verità scaturisce dalle prime pagine della Bibbia. Dopo la triste esperienza di Abele, Eva riceve Set, come un seme “collocato” da Dio per far partire quella progenie dalla quale sarebbe venuto il Salvatore dell’umanità. Il nome di Set suggerisce questa presenza di Dio nel tessuto della storia; significa “Dio ha posto” (4:25). Il testo ebraico gioca sulle parole. Il nome Set evoca il verbo che aveva introdotto, qualche versetto prima, la prima profezia della Bibbia: “lo porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno” (v. 15).

La morte del serpente passa necessariamente dalla morte del bambino. É un vero sacrificio. L’Apocalisse parla “del sangue dell’Agnello” (v. 11). Genesi 3:15 utilizza lo stesso schema. La morte del serpente, lo schiacciamento della sua testa, passa dalla morte di colui che deve nascere dalla donna, ovvero il Messia. L’immagine della profezia suggerisce un’azione simultanea. Schiacciando la testa al serpente egli è ferito al tallone.

La vittoria che porta al regno di Dio è assicurata sin dall’inizio e Giovanni la coglie nella morte del figlio di Dio: “Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: ‘Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte…’” (vv. 10,11). E mentre la gioia esplode nel cielo, sulla terra ancora imperversa il male (Ap 12:12-17) fino al ritorno di Cristo.