martedì, Agosto 20, 2019
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Apocalisse in breve. Finalmente a casa

NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale – Nella Bibbia l’eredità dei salvati è chiamata “patria” (cfr. Ebrei 11:14-16). Là, il Pastore celeste guiderà il suo gregge alla fonte dell’acqua della vita… Vi sono ruscelli inesauribili, limpidi come cristallo, fiancheggiati da alberi maestosi che proiettano la loro ombra sui sentieri preparati per i riscattati del Signore. Vi sono vaste pianure che sfociano in ridenti colline, mentre i monti di Dio innalzano le loro cime maestose. Su quelle pianure tranquille, accanto ai limpidi ruscelli, il popolo di Dio, che è stato così a lungo straniero e pellegrino, troverà finalmente la sua casa.

“Il mio popolo abiterà in un soggiorno di pace, in dimore sicure, in quieti luoghi di riposo” (Is 32:18). “Non si udrà più parlare di violenza nel tuo paese, di devastazione e di rovina entro i tuoi confini; ma chiamerai le tue mura: Salvezza, e le tue porte: Lode» (Is 60:18). “Essi costruiranno case e le abiteranno; pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Non costruiranno più perché un altro abiti, non pianteranno più perché un altro mangi… i miei eletti godranno a lungo dell’opera delle loro mani” (Is 65:21,22).

Là “il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa” (Is 35:1). “Nel luogo del pruno s’eleverà il cipresso, nel luogo del rovo crescerà il mirto…” (Is 55:13). “Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo giacerà col capretto… un bambino li condurrà… Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo, dice il Signore” (Is 11:6,9).

In cielo non esisterà il dolore. Non vi saranno più né lacrime né cortei funebri, né segni di lutto. “… non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate”(Ap 21:4). “Nessun abitante dirà: ‘Io sono malato’. Il popolo che abita Sion ha ottenuto il perdono della sua iniquità” (Is 33:24). […] Là, i redenti “conosceranno come sono stati conosciuti”. L’amore e la simpatia che Dio stesso ha ispirato al nostro cuore si esprimeranno nella sincerità e nella dolcezza. Una pura comunione con gli esseri santi, una vita di relazioni positive con gli angeli e i fedeli di ogni età, che hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello, i sacri vincoli che uniscono “…ogni famiglia nei cieli e sulla terra…» (Ef 3:15), tutto questo costituirà la felicità dei redenti.

Nella nuova terra le menti immortali contempleranno con instancabile delizia le meraviglie della potenza creatrice e i misteri dell’amore che redime. Là, non ci sarà più nessun nemico crudele e ingannatore, per indurci a dimenticare Dio. Ogni nostra facoltà potrà svilupparsi e ogni capacità accrescersi. L’acquisizione della conoscenza non affaticherà la mente o consumerà le energie. Le più alte aspirazioni saranno appagate, le più grandi imprese saranno portate a termine e le più nobili ambizioni saranno soddisfatte. Eppure vi saranno sempre nuove mete da raggiungere, nuove meraviglie da ammirare, nuove verità da scoprire, nuovi obiettivi che chiameranno in causa le facoltà della mente, dell’anima e del corpo.

I tesori inesauribili dell’universo saranno proposti allo studio dei figli di Dio. Non più limitati dalla morte, essi potranno lanciarsi in volo verso mondi lontani, verso quei mondi che fremevano di tristezza alla vista del dolore umano e che intonavano inni di gioia alla notizia che un uomo era stato salvato. Condivideranno la sapienza degli esseri che non sono caduti, per partecipare con loro ai tesori della conoscenza e dell’intelligenza accumulati attraverso i secoli tramite la contemplazione delle opere di Dio. Con una chiara percezione essi ammirano la gloria del creato: i sistemi solari, le stelle, le galassie, che nelle loro orbite ruotano ordinatamente intorno al trono di Dio. Su tutte le cose, dalla più piccola alla più grande, c’è la firma del Creatore ed esse manifesteranno le ricchezze della sua potenza.

A mano a mano che trascorreranno gli anni dell’eternità, vi saranno sempre più grandi e più gloriose rivelazioni di Dio e del Cristo. Poiché la conoscenza è progressiva, aumenteranno anche l’amore, il rispetto e la felicità.

Più gli uomini conosceranno Dio, più essi ammireranno il suo carattere. Mentre Gesù dischiuderà agli eletti le ricchezze della redenzione e i meravigliosi risultati conseguiti nella grande lotta contro Satana, i cuori dei redenti palpiteranno di un amore più intenso e con gioia faranno vibrare le loro arpe d’oro, mentre milioni di voci si leveranno in un coro di lode: “E tutte le creature che sono nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare e tutte le cose che sono in essi, le udii che dicevano: ‘A Colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione e l’onore e la gloria e l’imperio, nei secoli dei secoli’” (Ap 5:13) (J. Doukhan).

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