martedì, Maggio 21, 2019
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Apocalisse in breve. Laodicea (prima parte)

NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale – Apocalisse 3:14-22. La città di Laodicea, l’attuale Denizli, prendeva il nome da Laodice, moglie del suo fondatore Antioco II (261-246 a.C.), e sorgeva nelle vicinanze di Colosse. Fu distrutta dai turchi nel XIV secolo. Era famosa per le sue industrie del lino e della lana, per la scuola di medicina specializzata nelle malattie degli occhi, dove si preparava un unguento per gli occhi, ed era anche importante per i suoi accreditati istituti bancari.

Essa rappresenta, tra le città destinatarie delle sette lettere, l’ultimo periodo della storia dell’umanità, che precede il ritorno di Cristo. Infatti, se nella lettera a Filadelfia il Signore incoraggia i credenti a rimanere fedeli promettendo “io vengo presto” (v. 11), in quella a Laodicea egli sta “alla porta” (v. 20); in altre parole dice “sono arrivato” e quindi annuncia l’imminenza del suo ritorno.

Laodicea indica “il tempo in cui viviamo; è la chiesa d’oggi, qualunque sia il nome che le diamo, poiché siamo tutti coinvolti in questo ultimo sussulto della storia. Per tutti è il tempo della fine. Lo si comprende già dal fatto che Laodicea è la settima tappa del viaggio. Il numero 7 parla di conclusione e siamo, infatti, all’ultima lettera. L’idea di fine domina tutta la lettera. Emerge già dalle prime parole del mittente: Dio si presenta come l’‘Amen’ (3:14). É la parola della fine, del compimento di tutte le promesse e di tutte le preghiere. Il profeta Isaia aveva qualificato Dio in questi termini: ‘il Dio dell’Amen’ (Is 65:16). […] Nella lettera di Laodicea, il Dio dell’Amen si presenta come ‘Il principio della creazione di Dio’. La parola greca arché traduce il termine ebraico bereshít (principio) in Genesi 1:1. Il Dio della fine è anche il Dio del principio. Dio si rivela qui come colui che ha seguito il corso della storia dall’ inizio alla fine” (J. Doukhan, Il grido del cielo, ed. Adv, p. 57).

Siamo giunti al capolinea ed è arrivato il tempo del giudizio, della resa dei conti. Infatti, Laodicea significa: “giudizio dei popoli o popolo giusto”. Riguardo al giudizio, la Parola ispirata dichiara che “Dio giudicherà il giusto e l’empio poiché c’è un tempo per il giudizio di qualsiasi azione e, nel luogo fissato, sarà giudicata ogni opera” (Ecclesiaste 3:17). Paolo avverte che Dio “ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia” (Atti 17:31); mentre Pietro afferma: “I cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi” (2 Pietro 3:7).

Diceva Schiller: “La storia del mondo è il giudizio del mondo”. Così è anche per la storia di ogni individuo. Essa è il giudizio della persona: giudici di noi stessi! “Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna” (Galati 6: 8). “Chi semina iniquità raccoglierà guai, e la verga della sua collera sarà annientata” (Proverbi 22: 8).

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