sabato, Febbraio 23, 2019
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Apocalisse in breve. La bella e la bestia (prima parte)

NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale – “Poi uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne a dirmi: ‘Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta alla grande prostituta che siede su molte acque. I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione’. Egli mi trasportò in spirito nel deserto; e vidi una donna seduta sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia, e che aveva sette teste e dieci corna. La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d’oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra. E vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia” (Ap 17:1-6).

Il titolo è suggestivo perché trae origine da un lungometraggio di animazione americano del 1991, prodotto da Walt Disney. È tratto dalla nota favola “La bella e la bestia”, scritta da Jeanne-Marie Le Prince de Beaumont, in cui una bellissima ragazza è tenuta prigioniera in un castello da un’orrenda bestia.

La storia è quella celeberrima della ragazza che scopre la bellezza del principe-bestia perché riesce ad andare oltre le apparenze… Innamorandosi spezza l’incantesimo e la bestia non esiste più e neppure il principe di una volta, ma nasce un uomo nuovo, migliore, perché ha imparato ad amare.

Anche Apocalisse 17 presenta la storia della “bella e la bestia”, ma con risvolti opposti. Non è l’amore che trionfa, ma il male in tutta la sua crudeltà. Le istituzioni politiche, economiche e religiose, rappresentate dalla “bella e la bestia”, purtroppo, nonostante gli accorati appelli alla conversione, persistono nell’andare contro la volontà di Dio, al punto che “l’incantesimo” del male non può essere più spezzato e pertanto la loro morte, la loro distruzione, per quanto sofferta, è inevitabile.

Per una corretta comprensione del capitolo preso in esame in questo studio, è importante evidenziare che nella Parola di Dio, in un contesto profetico-simbolico, una bestia rappresenta un regno, una potenza o un potere e quindi un periodo di tempo; così è anche per le parole “corno e corna” (Dn 7:17,23,24; Ap 17:12). Il termine “acque” indica popoli, moltitudini e nazioni (Ap 17:15).

La bestia, come usualmente viene riconosciuta, rappresenta un potere (stato–regno) politico-religioso che assieme alla meretrice avranno un ruolo determinante nel conflitto finale (Ap 16:13-15). La prostituta che siede sulla bestia è sicuramente un altro modo per indicare la familiarità che ha con tutti quelli con cui si prostituisce. Infatti, l’angelo, prima annuncia a Giovanni che la “prostituta” è seduta su molte acque (v. 1) e poi gli fa vedere una “donna seduta su una bestia scarlatta”. La donna è la prostituta, mentre la bestia scarlatta coincide con le molte acque. Il sedersi sopra la bestia indica una posizione di dominio sulle genti e sulla politica in particolare (cfr. Ap 18).

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