lunedì, Agosto 3, 2020
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Aidlr e Irla esprimono apprezzamento per il lancio della Coalizione internazionale sulla libertà religiosa

nobelpeacecenterParlamentari di vari paesi del mondo sottoscrivono a Oslo la Carta per la libertà di religione e di credo

Notizie Avventiste – È stata accolta con favore dall’International Religious Liberty Association (Irla) e dall’Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa (Aidlr) la notizia del lancio a Oslo della Coalizione Internazionale di Parlamentari per proteggere la libertà religiosa e combattere la persecuzione.

“Il fatto che l’incontro si sia concluso con la firma della Carta per la libertà di religione e di credo è un segnale positivo”, ha affermato il segretario generale dell’Irla, John Graz.

“L’Irla e i suoi partner, attivi in molti paesi del mondo, contatteranno i parlamentari con i quali potranno cooperare. Il loro sostegno è molto importante per portare all’attenzione dei governi del mondo la questione della libertà religiosa e della persecuzione”, ha aggiunto.

“Accogliamo molto positivamente le notizie provenienti da Oslo”, ha affermato Dora Bognandi, segretario nazionale dell’Aidlr, che ha aggiunto: “Era ora che dei parlamentari cominciassero a rendersi conto che la politica deve occuparsi seriamente, e con un approccio condiviso, del rispetto della libertà di coscienza e di religione. Le religioni possono svolgere un ruolo importante per una convivenza pacifica in seno alla società, se si riconoscono i diritti dei loro fedeli”.

Trenta parlamentari hanno sottoscritto la dichiarazione comune, l’8 novembre, presso il Nobel Peace Center di Oslo, basata sull’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani che dichiara: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti”.

La preoccupazione per il diffondersi delle persecuzioni religiose e il fatto che credere liberamente sia un diritto fondamentale dell’essere umano sono tra i punti emersi chiaramente dalla discussione.

La Carta riafferma con forza, infatti, che la libertà di pensiero, di coscienza e di religione è un diritto umano unico e inalienabile. I firmatari si sono impegnati a promuovere questa libertà tramite il loro lavoro e le rispettive istituzioni, a rafforzare la cooperazione globale e a intraprendere iniziative congiunte in favore della libertà di religione o di credo, condividendo informazioni e sollecitando risposte efficaci.

Promossa dall’U.S. Commission on International Religious Freedom (Uscirf), all’iniziativa hanno partecipato parlamentari provenienti da diversi paesi: Brasile, Burma, Canada, Germania, Nepal, Norvegia, Sudafrica, Tanzania, Turchia, Regno Unito, Uruguay, Italia, Argentina, Repubblica Dominicana, Costa Rica, Pakistan, Iraq, Svezia, Indonesia, Malesia.

Per l’Italia erano presenti l’europarlamentare Marina Berlinghieri e l’on. Ernesto Preziosi. Ha partecipato anche il dott. Heiner Bielfeldt, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione o di credo.

Apprezzamento ha espresso il past. Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), che dalle pagine di Nev ha ricordato l’impegno della Fcei per una legge sulla libertà religiosa nel nostro paese.

“La Federazione”, ha affermato Aquilante, “crede fermamente che la libertà religiosa e il rispetto di tutte le fedi e di chi non crede siano alla base di una società pacifica e civile, e sottolinea la stretta connessione tra libertà di pensiero, di coscienza e di religione nel quadro di una chiara laicità dello Stato. Di fronte agli sforzi più che apprezzabili che si fanno a livello internazionale poniamo, come espressione di alcune minoranze cristiane di questo paese, il problema di una tutela ancora insufficiente per milioni di persone a casa nostra. L’urgenza di una legge che tenga conto della pluralità di presenze religiose nella nostra società e superi una volta per tutte le vetuste norme sui ‘culti ammessi’ di epoca fascista si manifesta in tutta la sua evidenza”.