venerdì, Novembre 22, 2019
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Adra interviene nell’emergenza alle Bahamas

Gli aiuti sono ritardati dall’inagibilità delle strade e dalle copiose inondazioni.

Notizie Avventiste – A una settimana dal passaggio di Dorian, l’uragano di categoria 5 che ha scaricato forti piogge sulle isole Abaco e Grand Bahama per più di 40 ore, il volto delle isole appare stravolto dall’immensa devastazione. Molte famiglie sono rimaste bloccate nelle loro case con l’acqua che saliva fino alle ginocchia e anche di più costringendole a rifugiarsi nelle soffitte, mentre tante altre sono rimaste senza tetto.

Aiuti temporaneamente limitati
“Il 70% delle isole è coperto di acqua e non c’è modo di raggiungerle al momento” afferma Leonardo Rahming, segretario esecutivo della Federazione delle chiese avventiste delle Bahamas del sud e volontario di Adra (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso).

Le autorità locali anno chiesto alle organizzazioni umanitarie di attendere a intervenire per erogare gli aiuti finché non saranno liberate le strade dai detriti e sarà garantita la sicurezza. I porti sono stati chiusi e le autorizzazioni aeroportuali vengono concesse solo ai funzionari e alla guardia costiera.

“I livelli dell’acqua sono ancora troppo alti sulle isole Abaco, quindi dobbiamo aspettare che il mare si ritiri” spiega Rahming “A Grand Bahama, invece, l’accesso alle persone è più facile e stiamo lavorando per rifornirle di provviste”.

Aereoporti e porti sono stati chiusi, per questo Adra si è accordata con Airlink e YachtAid Global per far arrivare cibo e acqua nei punti accessibili. Inoltre, l’agenzia umanitaria collabora con Rise Against Hunger per fornire pasti da distribuire sulle isole di Abaco e Grand Bahama. Oltre ad alimenti e acqua, verranno distribuiti anche indumenti e materiali per la costruzione di rifugi.

Un’altra sfida per Adra è lo spazio limitato a disposizione per immagazzinare tutto il materiale ricevuto. “Non c’è molto spazio” ha tenuto a precisare Rahming.

Gli interventi della chiesa locale
Tutto questo non ha scoraggiato i volontari di Adra Bahamas che hanno potuto lavorare con le autorità locali per mettere in sicurezza una barca nella speranza di raggiungere le persone intrappolate nelle acque alte.

“Siamo l’unica Ong a farlo” dice Rahming “I membri della chiesa avventista locale hanno lavorato 24 ore su 24 per portare aiuto. I supermercati sono aperti, quindi i membri acquistano i prodotti da distribuire. In questo momento vi è necessità soprattutto di cibo, acqua e farmaci”.

Gli avventisti a Grand Bahama sono impegnati nell’emergenza e distribuiscono 400 pasti caldi al giorno. “Le persone evacuate arrivano ogni giorno a Nassau” spiegano i dirigenti “quindi i nostri membri di chiesa sono in prima linea nel ministero”. Il 6 settembre, si sono uniti alla squadra di autobus che hanno trasportato 400 persone, evacuate da Abaco, nelle strutture messe a disposizione dalle autorità governative.

La National Emergency Management Agency, l’agenzia nazionale che gestisce le emergenze nelle Bahamas, ha chiesto alla chiesa avventista di occuparsi di fornire abbigliamento per bambini e neonati. “Stiamo lavorando per questo compito e ci stiamo organizzando per preparare i pacchi da distribuire” ha affermato Peter Kerr, presidente dell’Atlantic Caribbean Union della denominazione “Le nostre chiese locali si sono mobilitate e so che attingono dai loro fondi per acquistare tutto il materiale necessario nei soccorsi”.

Il primo ministro delle Bahamas ha invitato la popolazione ad accogliere le famiglie di sfollati in questo periodo critico. “Da parte nostra, stiamo creando un database di membri avventisti che possono fare spazio nelle loro case per aiutare altri che non hanno un posto dove stare” ha affermato Kerr che si è già registrato per portare una famiglia nella sua abitazione.

Nel frattempo, i dirigenti della chiesa si sono incontrati per parlare di come gestire la situazione. “Abbiamo in programma di attivare le nostre cucine per preparare pasti e di coordinarci per inviarli alle persone in modo che ricevano assistenza alimentare fino a quando non arriveranno rifornimenti via terra” ha aggiunto Kerr “Stiamo cercando di inviare articoli per l’igiene personale, letti, lettini e tende per dormire, repellenti per zanzare, reti e generatori affinché le scuole e le chiese funzionino”.

“Il popolo delle Bahamas è resiliente, ma sta male a causa della devastazione” conclude Rahming “spero che il mondo non dimentichi le Bahamas e pensi che stiamo bene perché abbiamo le risorse. Adra offre grande supporto, ma le Bahamas hanno ancora bisogno di aiuto continuo”.

Bilancio del disastro
Sono 70.000 i residenti rimasti senza casa nelle isole Grand Bahama e Abaco a causa del peggiore urgano mai arrivato sull’arcipelago dove vivono 390.000 abitanti. Il bilancio provvisorio dei morti è salito a 43 ma le autorità temono che aumenterà perché migliaia di persone risultano ancora disperse. Anche un avventista ha perso la vita, hanno confermato i dirigenti della chiesa. Il passaggio dell’uragano è stato molto lento. Dorian ha sostato sulle isole per giorni con venti che soffiavano a 300 chilometri orari e che hanno distrutto case, scuole, supermercati, strade e aeroporti lungo tutta l’estremità settentrionale delle Bahamas.

[Foto: Adra International]