lunedì, ottobre 22, 2018
Home > Italia > 8 marzo. Intervista a Franca Zucca

8 marzo. Intervista a Franca Zucca

NA - Notizie AvventisteNotizie Avventiste – In occasione della festa della donna, Notizie Avventiste ha rivolto alcune domande a Franca Zucca, direttore nazionale dei Ministeri Femminili della Chiesa avventista in Italia.

Notizie Avventiste: 8 marzo 2013. Pensi che ci sia da festeggiare?
Franca Zucca: No, non c’è da festeggiare proprio niente. La mia risposta può sembrare drastica ma, guardando la realtà che stiamo vivendo come donne, c’è solo da preoccuparsi. Sempre più casi di stalking con epilogo tragico, la morte delle vittime-donne; violenza psicologica, fisica e sessuale tra le mura domestiche; violenza alla dignità della donna: non ultimo l’episodio che ha visto protagonisti un ex presidente del consiglio della Repubblica Italiana e una donna che è stata oggetto di provocazioni e sottintesi volgari, pubblicamente. Non dimentichiamo poi come viene “usato” e degradato il corpo femminile dai mass media, televisione in primo luogo. Sono stati pubblicati degli studi e delle ricerche sul tema della violenza verso le donne, inoltrate petizioni al Segretario Generale dell’Onu, rese pubbliche delle statistiche drammatiche (Telefono Rosa), fatto manifestazioni nazionali e internazionali per dire basta alla violenza, ma sembra che tutto ciò finisca nel dimenticatoio e non scalfisca la coscienza di chi è preposto a dare risposte concrete. Certo ci sono donne e uomini di buona volontà che, tramite associazioni o altri organismi, danno una mano. Meglio di niente e ringraziamo che ci siano queste persone. Il tema, o meglio la piaga, richiederebbe interventi e impegni in varie aree: educativo/culturali, religiose, sociali. Voglio tuttavia essere fiduciosa che sempre più persone vogliano prendere posizione verso questa piaga e agire perché tale sia estirpata o quantomeno diminuita.                                                           

N. A.: I dati 2012 sulla violenza contro le donne e il femminicidio in Italia, diffusi da Telefono Rosa, sono veramente preoccupanti. Cosa possiamo fare come credenti?
F. Z.: Smettere di ritenere che il problema non ci riguardi. E prendere coscienza che è presente anche nelle chiese. Come credenti intanto dovremmo imparare ad “ascoltare” una donna che ha il coraggio di confessare il dramma che vive; non giudicarla, offrirle aiuto. A questo proposito desidero informare che il dipartimento Ministeri Femminili sta preparando una sorta di prontuario per aiutare le chiese ad affrontare e gestire i casi di violenza domestica.

N. A.: Negli ultimi anni le nostre chiese sono diventate multiculturali. Come contribuiscono le donne a questa ricchezza?
F. Z.:
La multiculturalità aiuta le chiese ad accogliere, a capire l’altro e l’altra, a imparare ad accettarlo e amarlo, a non imporre la nostra cultura, con la presunzione che sia migliore o superiore. Insomma conoscersi è arricchente per la vita comunitaria, sociale e anche spirituale.