Applausi e commozione per il testo biblico letto da tre voci narranti e per le musiche originali di Gabriele Nardoni.

Notizie Avventiste – Circa 500 spettatori hanno gremito la chiesa cristiana avventista di Firenze, domenica sera, 19 febbraio, per seguire la prima del recital “Cantico dei Cantici”. Un’opera fresca, giovane, in cui parole e musica si intrecciano con maestria, rendendo il testo biblico vivo e attuale.

“È stato commovente vedere oltre cinquanta persone di tutte le età, ma soprattutto giovani, collaborare per onorare la bellezza  di un  testo biblico così particolare”, ha affermato Dora Bognandi, direttore associato del dipartimento Affari pubblici e Libertà religiosa dell’Unione avventista italiana, che ha curato e presentato l’introduzione al recital.

Il Cantico dei Cantici “è un unicum nella raccolta biblica per l’audace contenuto amoroso e per lo stile che lo rende un vero gioiello poetico”, ha aggiunto D. Bognandi.

Guarda l’introduzione

 

Diviso in tre atti, il recital offre allo spettatore la possibilità di percepire simultaneamente sia la musica sia le parole del testo biblico. Le musiche originali, composte dal giovane Gabriele Nardoni per orchestra e coro, accompagnano e fanno risaltare i sentimenti suscitati dal testo, letto da Nicoletta Marrazzo, Antonio Timpano e Damaris Sirri.

“In occasione del V centenario della Riforma protestante”, ha spiegato D. Bognandi, “abbiamo voluto regalare al pubblico il Cantico dei Cantici nella visione del pastore riformato svizzero Frédéric Godet (1812-1900) presentata prima nei suoi Studi biblici e poi, nel 1898, inserita nella Bible annotée, una serie di volumi che contengono un commentario biblico di matrice protestante”.

E il pubblico di Firenze ha molto apprezzato. Lo testimoniano i lunghi applausi e la standing ovation.

Secondo il past. Godet, il libro del Cantico dei Cantici racconta la storia d’amore di una bellissima contadina che, scesa nella parte estrema del giardino familiare, vede sfilare gli sfarzosi carri del re Salomone e ne rimane incantata. La sua bellezza non passa inosservata al re, il quale ordina di prelevarla e farla trasportare al palazzo reale. Lì egli cerca di conquistarla con una corte serrata e gioielli di gran pregio. Ma la ragazza ama il pastorello suo fidanzato e, dopo un primo momento di smarrimento dovuto alle lusinghe del re, langue d’amore per il suo amato e non cede neanche di fronte alla festa nuziale che il sovrano allestisce per lei. La fedeltà sentimentale della Sulamita finisce col disarmare la passione del monarca che, non osando ricorrere alla violenza, la lascia andar via. La Sulamita ritorna nella sua casa, ritrova il fidanzato con il quale parla di amore e tutto lascia presagire che vivranno “felici e contenti”. Ma, in conclusione, interviene un colpo di scena che lascia senza fiato. Il re può tollerare che una ragazza lo rifiuti, ma non che sia felice con un altro.

Il past. Godet ravvisa in questa narrazione la storia del popolo di Dio che, a un certo punto, si invaghisce del potere politico. Ma una parte di sé resta fedele al suo “pastore”, lo attende e lo ritrova, anche se per un brevissimo tempo.

Trasmesso in diretta streaming video la sera della prima, è ora possibile rivedere il recital sulla web televisione Hope Channel Italia.

Guarda il recital

 

Ascolta l’intervista della radio RVS di Firenze a Dora Bognandi e Gabriele Nardoni.

 

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