alamodome L’arrivederci è nel 2020, a Indianapolis.

Giuseppe Cupertino/Notizie Avventiste – È una tradizione ormai consolidata quella di far coincidere la conclusione dell’Assemblea Mondiale della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno con un sabato. E quello dell’11 luglio scorso non ha fatto eccezione. I 2.566 delegati, che per 10 giorni si sono confrontati con le tematiche amministrative e teologiche della chiesa, dal venerdì sera sono stati raggiunti dagli avventisti provenienti da tutte le chiese del Texas e da molti altri paesi del mondo.

Il sabato mattina erano 65.000 le presenze nell’Alamodome di San Antonio. Un folla colorata e festante, ospitata con un’organizzazione impeccabile, in quello che è stato l’evento con il maggior numero di partecipanti della storia della città texana.

Il pastore Ted N. C. Wilson, presidente della chiesa mondiale, si è rivolto ai presenti predicando sul testo di Giosuè 1:1-7. “Attraversate il Giordano… Non tornate indietro”.

“Viviamo in un mondo difficile, e vogliamo tornare a casa. Le profezie si realizzano sotto i nostri occhi. Il Signore sta per tornare”.

Il presidente Wilson ha poi fatto una proposta: “Durante questo quinquennio partecipate insieme, da tutte le parti del mondo, alla lettura quotidiana di un capitolo della Bibbia e di due pagine dei libri di Ellen G. White”.

Prima della predicazione il Presidente Wilson ha voluto dedicare un momento per salutare i suoi predecessori, in particolare i pastori Jan Paulsen, R. Folkenberg e Clyde O. Franz, presidente della chiesa mondiale dal 1970 al 1980, che a 102 anni si è collegato via Skype per dare e ricevere i saluti.

Nel pomeriggio sono stati presentati i numerosi progetti e le esperienze evangelistiche nel mondo.

Il grande appuntamento serale è iniziato con l’intervento del sindaco di San Antonio, la signora Ivy R. Taylor, che ha rivolto un breve saluto ai partecipanti: “La vostra presenza è stata particolarmente positiva per la città, soprattutto il progetto sanitario della scorsa primavera sarà ricordato per anni dai miei concittadini. Vi ringrazio e il Signore vi benedica”.

Il presidente Wilson le ha donato una copia del libro di Ellen G. White La via migliore.

L’incontro è stato un momento dedicato alla storia degli avventisti, in quanto persone che si sono dedicate al servizio, e alla missione.

Le persone sono quelle che i dirigenti esecutivi della chiesa, attualmente in carica, hanno voluto salutare perché andavano in pensione. Oltre 38 pastori, amministratori e missionari sono stati presentati al pubblico e hanno ricevuto omaggio per una carriera in alcuni casi particolarmente lunga: ben 49 anni di servizio.

La missione invece era rappresentata dalla tradizionale parata delle nazioni, che in questa Assemblea è diventata “Mission on the move” (la missione in marcia). Ripercorrendo le tappe con cui, negli anni, la chiesa è diventata presente nei 227 paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite, è stato presentato l’avanzamento della missione avventista nel mondo. Si è partiti dal 1874, anno in cui John N. Andrews, primo missionario avventista, lasciò gli Stati Uniti e giunse in Svizzera, per arrivare al 1996, anno in cui la chiesa è stata organizzata nelle Maldive. I rappresentati delle chiese hanno sfilato con le bandiere delle nazioni di provenienza, acclamati dal pubblico plaudente, dopo una breve presentazione del contesto storico relativo al periodo in cui il messaggio è arrivato nel loro paese.

A fine serata, il deflusso della folla è stato, come in tutte le altre occasioni, ottimamente indirizzato e guidato da una schiera di poliziotti particolarmente attenta e paziente. In questi dieci giorni, essi hanno assicurato la tutela di oltre 100.000 visitatori. Non si è verificato nessun incidente significativo, e anche questa è stata una testimonianza. Dopo la preghiera finale, il presidente Wilson ha congedato i presenti con un “arrivederci nel 2020, a Indianapolis”.

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