150 anni chiesa avventista - parisL’augurio del presidente Stefano Paris: Vieni Signore Gesù!

Notizie Avventiste – Da sabato 7 novembre, gli avventisti in Italia e nel mondo vivranno la Settimana di Preghiera 2015. Il presidente dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, past. Stefano Paris, ha rivolto un messaggio di augurio, a grandi e piccoli, per questi sette giorni speciali dedicati al tempo dell’attesa.

Carissimi bambine e bambini, sorelle e fratelli. All’inizio di questa nuova Settimana di Preghiera vorrei dedicarvi un versetto della Bibbia che mi piace molto: “Vieni, Signore Gesù” (Ap 22:20), e che sembra essere la preghiera conclusiva di tutta la Bibbia, oltre che del libro di Apocalisse. E in effetti è la richiesta che ha attraversato i tempi e le epoche, accompagnando l’umanità da Adamo fino ai nostri giorni. Ancora oggi, supplichiamo: “Vieni, Signore Gesù”.

Questa è anche la preghiera per eccellenza di ogni credente. Lo stesso Gesù ci insegna a dire rivolgendosi al Padre: “Venga il tuo regno”. In altre parole ci ricorda di reclamare la realizzazione della promessa che ci è stata fatta, quella di un re che tornerà per ristabilire il suo potere, la sua sovranità e il suo amore.

Questa brevissima preghiera rivela tre aspetti: un bisogno, un desiderio e una fede.

“Vieni, Signore Gesù” per chi ha bisogno: per chi soffre la fame e non ha pane, per chi ha sete e non ha acqua, per coloro che sono alle ricerca di un riparo e non hanno casa.

“Vieni, Signore Gesù” rivela il nostro grande desiderio di appartenere a lui. “Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non ho che te” (Sal 73:25). “Come la cerva desidera i corsi d’acqua, cosí l’anima mia anela a te, o Dio” (Sal 42:1).

“Vieni, Signore Gesù”, infine, è la preghiera di chi ha fede e di chi crede a colui che bussa alla porta del suo cuore e che, sentendo la voce del Signore, apre senza indugio.

Possa questa settimana di preghiera essere accompagnata dalla presenza dello Spirito Santo, possiate goderne tutti, grandi e piccini, membri di chiesa e amici, anche coloro, insomma, che oggi ancora non possono dire: “Vieni, Signore Gesù”.

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