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Seconda conferenza per proporre una domenica non lavorativa nell’UE

N5-Conferenza Alleanza europea per la domenicaPreoccupazione degli avventisti per le minoranze religiose che osservano un giorno di riposo diverso

Notizie Avventiste – L’Alleanza europea per la domenica e alcuni membri del Parlamento europeo hanno promosso, il 21 gennaio, a Bruxelles, la seconda conferenza per proporre una domenica non lavorativa nel territorio dell’UE. La conferenza è stata ben accolta dai circa 120 partecipanti provenienti da molti paesi dell’Unione europea.

L’Alleanza europea per la domenica è una rete di alleanze nazionali, di sindacati, di organizzazioni di società civili, di comunità religiose e di alcuni membri del Parlamento europeo, che promuove condizioni di lavoro dignitose ed equilibrate e uno stile di vita armonioso che includa il lavoro, la famiglia e il tempo libero per rafforzare la coesione sociale.

Al termine della conferenza molti membri del Parlamento europeo hanno pubblicamente firmato un impegno personale preparato dall’Alleanza europea in vista delle prossime elezioni. In esso si afferma: “Come membro attuale o futuro del Parlamento europeo mi impegno a garantire che la legislazione dell’UE rispetti e promuova la tutela di un giorno di riposo settimanale comune per tutti i cittadini, in linea di massima la domenica, per proteggere la salute dei lavoratori e favorire un migliore equilibrio tra famiglia, vita privata e lavoro; promuovere una legislazione europea che garantisca orari di lavoro sostenibili sulla base del principio del lavoro dignitoso di cui beneficeranno la società e l’economia nel suo complesso.

Si è inoltre stabilito che il 3 marzo 2014 sarà una giornata internazionale della “domenica non lavorativa”.

Liviu Olteanu, direttore del dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa (Aplr) della regione Intereuropea della Chiesa avventista, presente al congresso, si è detto preoccupato perché una tale legislazione potrebbe discriminare alcune minoranze religiose europee come musulmani, ebrei, battisti del settimo giorno e avventisti del settimo giorno. I credenti della Chiesa avventista del 7° giorno osservano il sabato come giorno di riposo.

La preoccupazione di Olteanu è condivisa anche dai responsabili del dipartimento Aplr dell’Unione italiana delle chiese avventiste.

Già nel 2011, all’indomani della costituzione dell’Alleanza europea per la domenica (Notizie Avventiste 25, del 23.6.2011), Dora Bognandi, direttore Aplr, affermava: “Il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, e quindi anche del tempo da dedicare al riposo e alla famiglia, è una delle grandi conquiste sociali. Il desiderio di armonizzare i tempi del riposo nell’ambito familiare dimostra sensibilità verso l’essere umano e il suo benessere psicofisico. Auspichiamo, però, che la legittima preoccupazione di tutti gli organismi che chiedono il riconoscimento del riposo settimanale in giorno di domenica non sfoci in una forma di intolleranza verso chi osserva un giorno diverso. Il mancato riconoscimento della libertà religiosa e l’impedimento di osservare il giorno prescritto dalla propria fede può essere destabilizzante per un lavoratore. Per cui, ci auguriamo che l’equilibrio caratterizzi i legislatori in modo che tutti i lavoratori possano svolgere ogni attività nel pieno rispetto dei propri diritti”.

Infatti, pur comprendendo il sentimento che spinge numerosi credenti a chiedere di inserire la domenica nella prossima legislazione europea, rimane il pericolo che un diritto della maggioranza diventi un dovere imposto alla minoranza.

Il 28 aprile del 2010, alcune settimane dopo che la Commissione aveva dato inizio alla prima fase di consultazioni dei partner sociali europei per la revisione della direttiva europea in materia di orario di lavoro, il Dipartimento Aplr del nostro paese aveva inviato delle lettere a tutti gli eurodeputati italiani e ad altri responsabili di organismi che si fanno portavoce delle istanze di questi credenti. In esse, pur esprimendo apprezzamento per le motivazioni, si evidenziava il timore che “una formulazione troppo categorica della direttiva possa non lasciare margini per le minoranze che osservano giorni diversi”, come gli avventisti e gli ebrei. La richiesta espressa nella lettera dalla Chiesa avventista è quella di una formulazione che contenga una frase simile a quella utilizzata dall’Italia nell’art. 9 (comma 4) del Decreto Legislativo 8 aprile 2003 n. 66 che applicava la precedente direttiva europea: “Sono fatte salve le disposizioni speciali che consentono la fruizione del riposo settimanale in giorno diverso dalla domenica”.

Liviu Olteanu chiede a tutte le organizzazioni dell’Unione europea e agli Stati membri di rispettare sempre l’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti imani; gli articoli 18 e 27 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, adottato dalle Nazioni Unite nel 1966; la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche, del 1992; e la Dichiarazione Onu sull’eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o il credo, del 25 novembre 1981, il cui articolo 6 afferma che “il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione, di credo include, tra l’altro… la libertà di rispettare i giorni di riposo e di celebrare le festività ed i riti di culto secondo i precetti della propria religione o credo” (art. 6 g).