venerdì, luglio 20, 2018
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Prosegue il progetto della stanza del silenzio a Parma e dintorni

In un recente incontro al Rems di Mezzani, il pastore avventista ha presentato la visione della chiesa sulla salute, la sofferenza e la morte.

Notizie Avventiste – Lunedì 18 giugno, Daniele La Mantia, pastore della chiesa cristiana avventista di Parma, è stato invitato a tenere una relazione durante un’incontro di specialisti del settore sanitario: psicologi, psichiatri e terapisti della riabilitazione mentale.

“Il pastore ha presentato la visione della denominazione su questioni quali la salute, le patologie mentali e la morte, ma anche su come affrontiamo con le famiglie l’esperienza della sofferenza e il momento così delicato della separazione dal congiunto, in modo particolare negli ospedali e case di cura” ha spiegato Patrizia Evola, della comunità avventista di Parma.

L’incontro si è tenuto al Rems di Mezzani “e rientra in un ampio progetto che prevede, in città e via via allargandosi in Regione, l’istituzione di locali idonei negli ospedali, nelle case di cura, nelle carceri, ecc.” ha aggiunto “Luoghi in cui le persone, qualunque confessione religiosa professino, possano ritrovarsi nel proprio ‘silenzio’, sentendosi a proprio agio in un posto che non abbia specifici riferimenti a una confessione in particolare, ma adatto a chiunque”.

In Italia, già diversi ospedali, in varie città, hanno una “stanza del silenzio”, uno spazio in cui persone religiose e non credenti possono pensare, raccogliersi o pregare. Il Molinette di Torino è stato il primo ospedale in Italia a inaugurarne una.

“Questa iniziativa risponde a un’esigenza reale” ha commentato Dora Bognandi, già direttore del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione italiana, a Notizie Avventiste “Il malato si sente solo ed è più sensibile ai temi spirituali e religiosi proprio per trovare sbocchi in un momento di sofferenza. Se è lontano, si riappropria della sua fede”.

A Roma l’ospedale Santo Spirito ha la stanza dedicata alla spiritualità. “È arredata con libri, riviste e oggetti che possono servire ai degenti per favorire la spiritualità”, ha ricordato D. Bognandi che, nel 2010 e nel 2013, ha partecipato agli incontri e poi alla firma di una convenzione con gli ospedali romani Santo Spirito e San Camillo-Forlanini, relativa all’assistenza spirituale degli ammalati. Era stato anche approntato un libretto, ad uso del personale sanitario, per conoscere meglio l’appartenenza religiosa dei pazienti e non trovarsi impreparati davanti alle loro esigenze.

“Fa parte della società civile l’essere pronti a rispondere ai bisogni delle persone che sono in stato di sofferenza” ha concluso D. Bognandi “Il malato stesso, quando si sente compreso e sostenuto, può affrontare la malattia, e forse anche la perdita della vita, in modo più sereno”.

Il past. La Mantia ha presentato le posizioni della Chiesa avventista sui vari temi e, rispondendo alle domande di psichiatri e psicologi, ha sottolineato la visione olistica dell’essere umano e ribadito l’attenzione della denominazione alla salute delle persone.