sabato, aprile 21, 2018
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Il Presidente francese vuole rilanciare l’insegnamento religioso a scuola

Nei due incontri all’Eliseo con i leader dei diversi culti si è discussa la necessità di sviluppare l’educazione religiosa a scuola. È già stato formato un gruppo di lavoro presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Notizie Avventiste – È accaduto due volte negli ultimi mesi. Il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha ribadito la sua convinzione: non solo l’insegnamento della laicità e della religione non si oppongono, ma sono anche legati e indispensabili nella società. A riportare la notizia è il Bulletin d’Information Adventiste (Bia) di gennaio. Per insegnamento del “fatto religioso” nelle scuole francesi si intende la religione non confessionale insegnata come disciplina specifica.

Il 21 dicembre, durante l’incontro all’Eliseo con i capi religiosi, il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, aveva affermato che “le persone sono mature” per questa nuova tappa. Il 4 gennaio, è stato lo stesso E. Macron a riprendere il discorso, sottolineando che il suo Ministro della Pubblica Istruzione aveva “preso impegni molto chiari”.

“Abbiamo iniziato a mettere in atto ciò su cui ci siamo impegnati per quanto riguarda l’insegnamento e la formazione degli insegnanti, essenziale per il corretto esercizio della laicità, al fine di fornire strumenti ai docenti per spiegare la storia del nostro Paese, ma anche il fatto religioso nella sua pienezza” ha affermato. La Francia deve diventare, per il Presidente, “un luogo dove non nascondiamo nulla delle religioni e del fatto religioso, dove il pluralismo delle religioni è pienamente riconosciuto e può prosperare”.

Il progresso è considerevole … proprio come il lavoro da fare per raggiungere questo obiettivo. Dal famoso rapporto del 2002 del filosofo Régis Debray, la pratica francese barcolla tra timidi passi avanti e battute d’arresto improvvise.

L’idea di andare oltre nell’educazione religiosa era già stata rilanciata sotto il precedente governo “dopo gli attacchi del 2015″, ricorda Isabelle Saint-Martin, direttrice dell’Istituto europeo per lo studio delle religioni (Iesr). Ma senza successo.

La responsabile dell’Iers ritiene l’attuale periodo “un momento favorevole”. Spera che i discorsi saranno seguiti da misure concrete in termini di formazione degli insegnanti. E pare che un gruppo di lavoro sia già all’opera all’interno del Ministero della Pubblica Istruzione.

“Le cose si stanno preparando e gli incontri sono in corso” conferma I. Saint-Martin, convinta della necessità di agire “I nostri programmi di formazione sono completi. Gli insegnanti vogliono contenuti, non soltanto gestire situazioni difficili”.

(Fonte: La Croix/Bia)