domenica, maggio 27, 2018
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Nei panni dei disabili

 

650 ragazzi hanno percorso il “Marciapiede Didattico” a Cesenatico

Notizie Avventiste – Si è concluso con una conferenza il progetto “Marciapiede Didattico, disabilita il pregiudizio” nella scuola “Dante Arfelli” di Cesenatico. L’iniziativa, arrivata due anni e mezzo fa in alcuni istituti elementari e medie di Cesena e delle città limitrofe, è promossa da Adra Romagna, l’agenzia umanitaria della Chiesa cristiana avventista che si occupa di sviluppo e soccorso nella regione, assieme ad altre quattro associazioni di persone con disabilità.

Alunni, famiglie e docenti hanno partecipato, martedì 12 marzo, alla riflessione finale su questo percorso socio-educativo che ha coinvolto tutte le 28 classi della scuola, con la partecipazione di 650 ragazzi e dei loro insegnanti, durante questi ultimi otto mesi. All’evento era presente anche il sindaco della città, Matteo Gozzoli.

“In questa scuola” ha spiegato Giovanni Benini di Adra Romagna “abbiamo trovato la grande disponibilità della vice direttrice, la signora Fiorella, che ha capito l’importanza del progetto per i ragazzi. Quando incontriamo la classe, oltre alla psicologa vi sono anche due persone con disabilità importanti che quindi si prestano a rispondere alle domande dei ragazzi”.

Il progetto
Il Marciapiede Didattico è una struttura modulare in legno che riproduce un normale marciapiede cittadino con tutte le sue difficoltà e ostacoli (buche, biciclette legate ai pali, deiezioni canine, bauletti degli scooter troppo sporgenti, ecc.). Viene percorso dai ragazzi e dalle ragazze seduti su una sedia a rotelle per mettersi nei panni dei disabili che si trovano in questa situazione tutti i giorni. Il progetto è sostenuto dall’8xmille della Chiesa cristiana avventista.

All’esperienza pratica si aggiunge un momento di condivisione e riflessione sul pregiudizio, la diversità, la disabilità e il bullismo. “Iniziamo con una parte didattica in cui parliamo dei pregiudizi e delle difficoltà che incontrano i disabili” ha affermato G. Benini “Percorrendo il marciapiede a piedi non si notano tante problematicità; ma quando ci si siede su una carrozzina anche la piccola buca, la bicicletta messa male, la deiezione canina diventano un serio problema e un ostacolo per la persona che ha difficoltà motorie”.

Vivere in prima persona questa esperienza è qualcosa che non si dimenticherà facilmente. “I ragazzi che si cimentano nel percorso avranno sempre con loro il ricordo di quanto sia difficoltoso per una persona disabile passeggiare sui marciapiedi delle nostre città”, ha concluso G. Benini.

Per Dag K. Pontvik, responsabile di Adra Italia, “quella del Marciapiede Didattico è un’esperienza forte” e, portata nelle scuole, diventa “unica”, perché i ragazzi “poi vanno a casa e raccontano ciò che hanno vissuto, e quanto appreso si prolunga nella famiglia e nella comunità. Inoltre, si crea una maggiore sensibilità in coloro che saranno i futuri insegnanti, architetti, ecc.”.

Intervistata, una mamma ha confermato: “Avendo provato la carrozzina, i bambini sono tornati a casa e hanno raccontato le difficoltà che incontrano i disabili tutti i giorni nelle cose più semplici”.

Apre alla diversità
L’iniziativa mostra un respiro più ampio, come fa notare Alessandra Fintoni, collaboratrice della prima ora del Marciapiede insieme a suo marito, Mauro Sbrillo, ai microfoni di Radio Voce della Speranza. “Al di là della sensibilizzazione alle barriere architettoniche e quant’altro” ha spiegato “il merito del Marciapiede Didattico è l’enorme lavoro che riesce a fare sul concetto di diversità, che va oltre al Marciapiede stesso, va oltre alla disabilità motoria. È un concetto più ampio che è fondamentale, secondo me”.

Le fa eco Sara Valerio, psicologa e coordinatrice del progetto a Cesenatico. “Con l’esperienza del Marciapiede” ha affermato durante l’incontro, “abbiamo potuto far sperimentare ai bimbi quelle che sono le barriere architettoniche e da lì anche le barriere dei comportamenti, dei pensieri, e quindi andare a lavorare su quelli che sono i pregiudizi che precludono l’incontro dell’altro. Il Marciapiede Didattico permette queste aperture di visioni e di relazioni. E questo fa la differenza”.

I genitori presenti all’evento conclusivo hanno avuto la possibilità di vivere il percorso del Marciapiede, definito da Sara Valerio “uno strumento parlante”, perché invita a parlare, a discutere. Ora la struttura si sposterà in un’altra scuola.

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