Negli anni Ottanta era salito alla ribalta della cronaca mondiale, insieme alla moglie, per l’accusa di omicidio della figlia di 9 settimane, poi totalmente smentita. Sotto i riflettori fu messa anche la Chiesa cristiana avventista.

ARnewsNotizie Avventiste – Si è spento all’inizio di gennaio, a 72 anni, Michael Chamberlain, pastore avventista australiano. Insieme all’allora moglie Lindy subì un processo che fece sensazione in Australia e nel mondo per un’accusa da cui entrambi i coniugi risultarono e furono dichiarati completamente innocenti.

La sua morte improvvisa, per le complicazioni di una leucemia, ha scatenato un fiume di tributi da persone che ricordano la passione di Chamberlain per la giustizia, la sua intelligenza e il suo senso dell’umorismo, per le sue campagne in difesa della libertà e di ogni tipo di abuso.

“Insieme con la famiglia e gli amici, la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno in Australia esprime cordoglio per la perdita del dott. Michael Chamberlain, ex pastore della denominazione, la cui vita, insieme a quella della sua famiglia, fu tragicamente cambiata molti anni fa”, ha affermato il past. Jorge Munoz, presidente della Chiesa avventista in Australia, “La sua lotta per la giustizia rimarrà una lezione per tutti noi in questo paese. Le nostre preghiere e i nostri pensieri sono con la sua famiglia in questo momento di dolore e preghiamo che la consolazione di Dio la accompagni”.

Nel 1980 Michael era pastore della chiesa cristiana avventista di Mt Isa, nel Queensland, dove viveva con la moglie e i loro figli: Lindy Aiden, Reagan e la neonata Azaria. Durante un fatale campeggio a Uluru (conosciuta anche come Ayers Rock), la piccola Azaria, di 9 settimane, fu strappata dalla tenda da un dingo, o cane del deserto. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

La notizia della scomparsa della bambina riecheggiò in tutto il mondo e scatenò una serie di speculazioni secondo cui i Chamberlain, appartenendo a una chiesa allora sconosciuta alla gran parte degli australiani, quella avventista, avevano deliberatamente ucciso la figlia in una sorta di sacrificio rituale. Questo pregiudizio religioso alterò la percezione pubblica e le vicende giudiziarie che seguirono, con conseguente condanna di Lindy Chamberlain per omicidio; la donna trascorse tre anni in carcere. Michael, invece, ebbe la sospensione condizionale della pena.

I Chamberlain e i loro sostenitori lottarono con incredibile tenacia perché fosse fatta giustizia e, dopo il ritrovamento di prove che confermavano il racconto di Lindy sulla scomparsa della figlia, la donna fu liberata e il verdetto ribaltato. Le battaglie legali continuarono fino al 2012, quando un coroner emise la sentenza ufficiale: il responsabile della morte di Azaria era un dingo. Ma la pressione costante e il continuo esame pubblico cui si sentivano sottoposti ebbero un costo. Michael lasciò il ministero pastorale nel 1984 e divorziò da Lindy nel 1991.

Nonostante le irreparabili perdite subite, Michael Chamberlain continuò a lottare in diversi ambiti ed era molto ammirato e stimato nella sua comunità di origine, Lake Macquarie, in Australia. Nel 1994 sposò Ingrid Bergner, nel 2002 terminò un dottorato di ricerca e nel 2003 corse per le elezioni politiche. Autore di vari libri, lavorò come insegnante e poi fu nominato presidente della “Cooranbong Business and Community Alliance”, carica che ricoprì fino a circa un anno fa. Negli ultimi cinque anni, Michael si era preso cura della moglie dopo che un ictus l’aveva lasciata gravemente debilitata.

“Michael era un uomo che ha ricevuto una fama mai voluta”, ha affermato il medico e amico John Hammond, “Era molto mite, educato, ma appassionato. In seguito al trattamento subito [dopo la morte di Azaria] ha sviluppato un fortissimo senso della giustizia… Ci mancherà”.

Quando la notizia della morte di Michael Chamberlain si è diffusa nella comunità avventista, la sua pagina Facebook è stata subissata da messaggi di cordoglio da parte di amici e ammiratori che gli rendevano omaggio per il suo calore, l’intelligenza e il senso dell’humor.

L’incredigbile vicenda giudiziaria subita dai Chamberlain fu raccontata anche nel film “Un grido nella notte”, interpretato da Meryl Streep e Sam Neill.

(Foto: Australian Record)

Condividi questa notizia con i tuoi amici…Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePin on Pinterest