domenica, giugno 24, 2018
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L'umiltà deve caratterizzare l'approccio della Chiesa, ha affermato uno scienziato avventista

csm_summit-logo-web_eecf3a2a8dAl summit sulla sessualità, Curtis Fox esorta la chiesa ad abbracciare “non solo il messaggio, ma anche i metodi di Gesù”.

Notizie Avventiste/Ann – Disfunzione familiare, trauma sessuale e altre cause ambientali sono spesso fattori scatenanti del comportamento omosessuale, ma la realtà può essere più sfumata di quanto ritengono alcune comunità religiose. Lo ha affermato uno scienziato comportamentale avventista durante il summit sulla sessualità di Città del Capo.

“Tendiamo a vedere le cose in termini di bianco e nero. Ma tra di essi vi sono varie sfumature di grigio che provocano tanta ansia”, ha precisato Curtis Fox, docente e presidente del dipartimento di Counseling e Scienze della famiglia dell’Università avventista Loma Linda, in California.

La sua presentazione ha offerto una prospettiva sociale sull’approccio della Chiesa avventista nei confronti della comunità gay e lesbica.
“La realtà è complessa”, ha continuato Fox, “non bastano le spiegazioni semplici ritenute di poca utilità da coloro che hanno a che fare con questa natura”.
La cosiddetta “terapia riparativa” presuppone che l’orientamento sessuale di ogni individuo sia esclusivamente una questione di scelta che può essere invertita attraverso l’esercizio della volontà in un ambiente cristiano favorevole.

Mentre alcune persone dicono di essere state trasformate da questa terapia, altre non vivono alcun cambiamento e, in molti casi, si aggrava il trauma psicologico ed emotivo, ha affermato Fox. Tali risultati hanno sollevato “gravi preoccupazioni” e spinto le più importanti organizzazioni statunitensi, che si occupano di salute fisica e mentale, a “denunciare” la terapia riparativa.

Fox ha anche delineato gli effetti del “pregiudizio sociale” contro i giovani Lgbt. Giovani gay e lesbiche emarginati hanno maggiori probabilità di tentare il suicidio, hanno alti livelli di depressione e abuso di droghe e sono più vulnerabili al virus Hiv e alle malattie sessualmente trasmissibili. Ha poi abbattuto i miti diffusi sui membri della comunità gay e lesbica, come il fatto che la maggior parte dei pedofili sia gay, che le relazioni omosessuali siano transitorie, che i genitori gay tendano a crescere figli gay.

“Il mio ruolo come scienziato comportamentale è quello di convincere la gente a pensare, a dialogare e a essere curiose nel cercare di conoscere”, ha dichiarato Fox. “La mia visione biblica del mondo prende in considerazione la creazione di Dio e la caduta. Quindi variazioni, anomalie e degenerazioni fanno ormai parte della realtà umana. Dio lavora con le persone nelle loro imperfezioni, ma la Chiesa avventista non deve dispiacersi per la propria posizione sulle relazioni gay e lesbiche”.

L’approccio della Chiesa, ha aggiunto Fox “dovrebbe essere caratterizzato da umiltà, non da bigottismo, odio ed emarginazione. Dobbiamo adottare non solo il messaggio di Gesù, ma anche i metodi del ministero di Gesù. Fa parte dell’alta vocazione della chiesa amare gli omosessuali come il nostro prossimo, non meno di quanto facciamo con gli eterosessuali”.