venerdì, luglio 20, 2018
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“Lasciate che i bambini…”

Minori separati dai genitori negli Stati Uniti. La Chiesa avventista nordamericana si unisce agli altri gruppi di fede per chiedere la riunificazione delle famiglie.

Notizie Avventiste – Nei giorni scorsi, i dirigenti della Chiesa avventista in America del nord hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui condannano le recenti azioni del governo statunitense che separa i bambini dai genitori quando arrivano alla frontiera, dal Messico, senza visto, e chiedono asilo in base alla legge internazionale sui diritti umani. Anche le altre denominazioni cristiane hanno preso posizione dopo che il procuratore generale degli Stati Uniti, Jefferson Sessions, aveva usato la Bibbia per difendere la politica sull’immigrazione del governo. Il procuratore aveva citato il testo di Romani 13, che dice: “Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio… Perciò chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna”.

In risposta, la Chiesa avventista nordamericana ha sottolineato, nella sua dichiarazione, che nello stesso capitolo della Lettera ai Romani, l’apostolo Paolo chiede di trattare il prossimo con amore e di non fargli del male. Secondo i media, sono 2.300 i minori inviati nei campi di accoglienza o in famiglie affidatarie negli Stati Uniti; e spesso i genitori non sanno dove sono i loro figli.

L’appello della Chiesa avventista nordamericana si intitola “Lasciate che i bambini…” e inizia con una citazione del Vangelo di Luca: “Allora Gesù li chiamò a sé e disse: ‘Lasciate che i bambini vengano a me, e non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. In verità vi dico: chiunque non accoglierà il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto’”(Lu 18:16-17).

La dichiarazione afferma:
“Recenti eventi negli Stati Uniti hanno diffuso la notizia della separazione dei bambini dai loro genitori mentre attraversavano i nostri confini. La Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno nell’America del nord si unisce agli altri gruppi di fede nell’esprimere allarme per queste azioni e profonda preoccupazione quando i testi biblici sono usati per affermarle da chi è al potere. Chiediamo a tutti i partiti politici di cercare rapidamente una risoluzione comune che non solo riunisca le famiglie, ma impedisca che ciò accada di nuovo.

Affermiamo il diritto del nostro governo a proteggere i propri confini e a far rispettare la legge; ma è obbligo morale di questo Paese proteggere tutti coloro che attraversano le nostre frontiere. Romani 13:10 ci guida con queste parole: “L’amore non fa nessun male al prossimo; l’amore quindi è l’adempimento della legge”.

Unisciti a noi nella preghiera per le famiglie che sono state separate e che sono preoccupate per coloro che amano. Possano presto trovare pace e gioia l’uno nelle braccia dell’altro”.

Il pastore Ricardo B. Graham, presidente dell’Unione delle chiese avventiste degli stati sudorientali del Paese, nei quali è in corso il maggior numero di detenzioni minorili, ha rilasciato anche lui una dichiarazione in cui afferma, tra l’altro: “Gli avventisti del settimo giorno considerano un campito sacro la cura e la protezione dei bambini. Tutti gli americani, e in particolare i credenti, devono alzare la voce per condannare la criminalizzazione di queste famiglie immigrate. Molte fuggono dalla violenza e chiedono legittimamente lo status di rifugiato”.

Riferendosi poi all’uso della Scrittura per avvallare le azioni intraprese del governo, dichiara: “Ogni credente dovrebbe condannare l’abuso della legge per sostenere una politica di detenzione e abuso dei minori. Lo stesso testo biblico, usato per giustificare questa politica, dichiara che ‘l’amore non reca danno al prossimo, quindi l’amore è l’adempimento della legge’. La funzione propria della legge è di preservare il benessere della società, la sua pace e i diritti della sua gente. Usare la legge come mezzo di oppressione, come sta facendo il Dipartimento di Giustizia, significa degradare il rispetto per la stessa legge, indebolire le fondamenta della nostra democrazia e portare vergogna sulla nostra intera nazione. L’America è una nazione di immigrati ed è sempre stato un Paese compassionevole”.

“I nostri pensieri e le nostre preghiere” aggiunge “devono trasformarsi in azioni e opere. Tutti coloro che amano ancora i valori che l’America rappresenta devono chiedere l’intervento del Congresso per porre fine a questa politica”. (l.f.)

(Fonte Ann, Adventist Today)