giovedì, gennaio 18, 2018
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La radio, mezzo di comunicazione più versatile del mondo moderno


Sopravvissuta alla televisione, si è sviluppata nell’era di Internet approdando sul web, sui social e diventando anche “radiovisione”. È la radio 2.0. Di questo e di molto altro si è parlato a Roma, nel convegno biennale delle emittenti evangeliche.

Sara Durante/Notizie Avventiste – Si è svolto dal 20 al 22 ottobre, il convegno “Uso del vecchio mezzo di comunicazione alla luce della nuova tecnologia. Dove siamo rimasti!”, per gli operatori delle radio evangeliche a livello nazionale. L’incontro, che si tiene ogni due anni a Roma, è stato organizzato dalla radio avventista Rvs (Radio voce della Speranza) insieme alle radio del Fare (Federazione Associazioni Radio Evangeliche) e delle Adi (Assemblee di Dio in Italia).

Alle conferenze è stata presente, come ospite principale, Sara Zambotti, antrolopoga, redattrice, autrice e speaker radiofonica per Rai radio2 e Rai radio3, che ha contribuito con un intervento su quella che è stata la sua esperienza personale nell’ambito della comunicazione, in particolare nelle realtà radiofoniche, e di come sia cambiata la relazione tra speaker e ascoltatori negli ultimi anni, con l’utilizzo sempre maggiore dei social media, e di conseguenza in che modo si sia evoluto il mondo radiofonico. Temi coinvolgenti e attuali che hanno portato i partecipanti a un dibattito di confronto sulle diverse realtà locali e su come poter migliorare le fruibilità del messaggio di ogni rete radiofonica.

In un secondo momento, sempre guidati dalla dott.ssa Zambotti, è stata affrontata un’analisi sui tipi di programmi che si possono sperimentare in radio, con i rispettivi vantaggi e svantaggi, in base alle disponibilità dei volontari tra regia, redazione e speaker, ma tenendo sempre in considerazione l’ascoltatore e il suo coinvolgimento, imparando che la radio diventa parte della quotidianità di molte persone, quindi inevitabilmente si allaccia un rapporto “familiare” e continuo con la stragrande maggioranza degli ascoltatori. Momenti, questi, di condivisione, apprezzati da tutti i presenti che hanno partecipato attivamente con domande e curiosità.

Durante le giornate si sono svolti approfondimenti e formazione per capire come potersi perfezionare a livello sia tecnico, di regia “dietro le quinte”, sia vocale, con tre laboratori diversi: “Radio 2.0”, tenuto da Alessia e Mario Calvagno, di Rvs Roma, per quello che riguarda come, con le nuove tecnologie, si può evolvere il mondo radiofonico anche tramite l’utilizzo dei social, e di come le radio si muovono in questa direzione; “Radio e comunicazione”, tenuto da Gianfranco Giuni, sociologo evangelico, fondamentale per comprendere l’importanza della giusta comunicazione di quello che è un messaggio cristiano, spesso sconosciuto a molti ascoltatori; e “Raccontare con la ‘parola’”, di Damaris Sirri, logopedista e con esperienza di attrice di sceneggiati radiofonici, che ha spiegato quanto sia decisiva una buona dizione in un mondo dove la voce è tutto ed è necessario non creare confusione nell’ascolto.

Si può dire che l’obiettivo che gli organizzatori si sono posti per questo congresso sia stato altamente raggiunto. I partecipanti sono arrivati alla fine del percorso con un bagaglio formativo più completo e con nuove idee e stimoli, a testimonianza che la radio ha ancora molto da dare e che il messaggio cristiano è qualcosa che tutti hanno sempre voglia di ascoltare.

(Foto: Alessia Calvagno)