In una lettera inviata ieri a Virginia Raggi, chiede che questa realtà, unica in Europa e apprezzata da donne e uomini per l’offerta di servizi sociali e culturali, non sia chiusa in seguito a sfratto.

Notizie Avventiste – La Casa internazionale delle donne, attiva da oltre 30 anni nella capitale e punto di riferimento delle donne italiane e straniere, è a rischio di sfratto da parte del Comune di Roma e quindi di chiusura. Per questo la Fdei (Federazione delle donne evangeliche in Italia) si è unita alle voci in favore del mantenimento di questa realtà unica in Europa, e ieri ha inviato una lettera alla sindaca Virginia Raggi.

“Gentile Signora Sindaca,

Le scrivo in merito all’ingiunzione di pagamento che il Comune di Roma ha fatto pervenire alla Casa Internazionale delle Donne, chiedendole una somma di circa 800 mila euro in 30 giorni.

Come Federazione delle Donne Evangeliche in Italia (Fdei), da molti anni siamo in contatto con questa istituzione che riteniamo un punto di riferimento importante per varie associazioni e per migliaia di donne italiane e straniere. Apprezziamo particolarmente  i servizi di assistenza legale, medica, psicologica offerti direttamente dalla Casa o attraverso di essa. Presso la sede di Via della Lungara abbiamo svolto anche diversi congressi nazionali e convegni.

La richiesta di una somma così elevata di denaro, impossibile da recuperare in così breve tempo da parte di una istituzione che si basa sul volontariato, ci sembra veramente enorme. E, come da più parti si è fatto rilevare, anche noi riteniamo che l’amministrazione capitolina, nel fare i calcoli, dovrebbe valutare l’importo corrispondente alle numerosissime prestazioni professionali offerte gratuitamente dalla Casa.

Contiamo perciò sulla sensibilità dell’amministrazione cittadina a trovare una soluzione accettabile e ci dispiacerebbe molto se la chiusura di un simile Centro, del cui valore storico, sociale e culturale anche Lei è a conoscenza, fosse ascrivibile al Comune di Roma per la prima volta guidato da una donna. Il segnale che si darebbe alla città e all’Italia tutta sarebbe molto negativo e si darebbe l’impressione che il contrasto al sessismo e al razzismo, il sostegno alle donne esposte alla violenza di genere, l’impegno per le pari opportunità possano passare in secondo piano di fronte a problemi di natura economica. In un momento in cui diverse istituzioni pubbliche stanno intensificando gli sforzi per contrastare gli squilibri sociali dovuti alla disparità di genere, ci spiacerebbe molto se il Comune di Roma non facesse il possibile per salvaguardare l’importante risorsa che la Casa Internazionale delle Donne rappresenta.

Sicura della Sua attenzione verso un tema di così grande importanza, Le porgo i miei più sinceri saluti.

Dora Bognandi (Presidente Fdei)”

Frequentata ogni anno da più di 30.000 persone, la Casa internazionale delle donne è apprezzata e riconosciuta per la sua capacità di autogestione e per avere mantenuto in ottimo stato un bene pubblico. La sua attività sociale e culturale si basa sul lavoro volontario e l’impegno quotidiano e gratuito di centinaia di donne e di decine di associazioni. Offre servizi di sostegno alla maternità, contrasto alla violenza sulle donne, assistenza legale, medica e psicologica, attività culturali.

Dal 2013 è iniziata un’interlocuzione con il Comune di Roma il quale, dopo avere verificato la qualità dei servizi, proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di circa 800.000 euro annui. Pochi giorni fa la lettera di richiesta di rimborso immediato, altrimenti lo sfratto.

(Immagine: casainternazionaledelledonne.org)

 

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