giovedì, aprile 26, 2018
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La Chiesa cristiana avventista nordamericana risponde alle manifestazioni d’odio e violenza a Charlottesville


Il past. Daniel Xisto: Non sono OK.

NadNewspoint/Notizie Avventiste – Una tragedia ha colpito la città di Charlottesville, in Virginia, il 12 agosto, quando i manifestanti nazionalisti bianchi, dopo una giornata di proteste e scontri, sono stati colpiti dall’automobile di un uomo dell’Ohio, che secondo le autorità aveva idee radicali. Heather Heyer, 32 anni, è rimasta uccisa; nove persone sono state ferite, alcune gravemente.

Le chiese cristiane avventiste della città lavorano insieme per offrire aiuto nel processo di guarigione. La chiesa “Betania” ha partecipato alla contro manifestazione antirazzista, il sabato; mentre i membri della chiesa della Federazione Potomac di Charlottesville si sono uniti in preghiera.

Daniel R. Jackson e G. Alexander Bryant, rispettivamente presidente e segretario esecutivo della Chiesa cristiana avventista del 7° giorno in America del nord, hanno pubblicato, il 14 agosto, la seguente dichiarazione congiunta:

“Siamo profondamente turbati dalla violenza e dall’odio che si sono abbattuti su Charlottesville, in Virginia, nel fine settimana appena trascorso. Siamo affranti per la tragica morte di Heather Heyer, che manifestava contro il fanatismo e l’odio quando la sua vita è stata stroncata insensatamente. Preghiamo per la famiglia di Heather, per la comunità di Charlottesville e per tutti coloro che sono stati feriti nell’attacco sulle persone insorte in solidarietà contro il male. Come cristiani e seguaci di Gesù, siamo con lui contro i gruppi di suprematisti bianchi che diffondono razzismo e violenza. Preghiamo perché arrivi il giorno in cui tutti i figli di Dio, di tutte le razze, si trattino reciprocamente con amore e rispetto, piuttosto che con pregiudizio e odio”.

Il pastore della chiesa cristiana avventista di Charlottesville, Daniel Xisto, ha condiviso su Facebook un commento intitolato “Non sono OK”. Nel rispondere ai numerosi messaggi di amici preoccupati per lui e la sua famiglia, Xisto aveva scritto: “In tutta onestà, non sono OK”. Aveva poi elencato i diversi motivi:

“Non sono OK, perché la supremazia bianca, i nazionalisti bianchi, i neonazisti, i membri del KKK e di altri gruppi terroristici nazionali sono venuti nella mia città e hanno diffuso la paura tra i miei amici.

Non sono OK, perché alcune persone non denunciano questi gruppi in modo inequivocabile.

Non sono OK, perché una giovane donna e due agenti di polizia sono morti a causa della stupidità e dell’ego fragile di questa destra alternativa.

Non sono OK, perché venerdì sera, al termine di una veglia di preghiera interconfessionale, multietnica e intergenerazionale, in cui l’amore di Dio era palpabile, in preparazione per il giorno seguente, ci è stato detto che 300 uomini con fiaccole erano fuori dalla chiesa e non era sicuro lasciare l’edificio.

Non sono OK, perché alcune persone, mentre sorseggiano i loro Starbucks, seguono le notizie su Twitter, pubblicano commenti dai loro telefonini, in perfetta sicurezza, hanno l’audacia di mettere in discussione quello che noi, sul posto, facciamo per rispondere a quanto accade e chiedono perché non pubblichiamo le foto che mostrano quali grandi attivisti siamo.

Non sono OK, perché alcune persone non sono disturbate da ciò che succede.

Non sono OK, perché ho dovuto chiamare i nostri membri di chiesa e dire loro che alcune zone di Charlottesville sarebbero diventate pericolose.

Non sono OK, perché ho dovuto presentare loro l’orribile opzione di rimanere a casa se ritenevano pericoloso portare fuori i loro figli in queste condizioni o riunirsi per pregare e chiedere la protezione di Dio sulla nostra comunità cittadina.

Non sono OK per molte altre ragioni, ma anche se non sono OK, starò bene.

Starò bene, perché ho tanti amici e famiglie che mi hanno contattato.

Starò bene, perché la Scrittura prevede che i giorni dei gruppi di odio, venuti in città questo fine settimana, sono contati.

Starò bene, perché per mesi i ministri di culto di Charlottesville hanno progettato dei modi per combattere l’odio, così come sono stati anticipati ieri con compassione.

Starò bene, perché le persone che pubblicano coraggiosamente commenti di critica verso coloro che sono sul campo, nel pericolo, hanno anche bisogno della nostra compassione: almeno sono preoccupate per quanto accaduto.

Starò bene, perché la nostra chiesa continuerà a riunirsi, cantare, pregare, leggere e rispondere.

Starò bene, perché un giorno ridurremo le nostre spade in vomeri e le nostre lance in roncole, non solleveremo la spada l’un contro l’altro e non impareremo più la guerra.

Starò bene, perché un giorno non lontano vivremo insieme in libertà, nel giardino del Signore”.