I leader invitano a pregare per tutti coloro che sono stati colpiti dal disastro. Intanto, i volontari avventisti sono tra le organizzazioni che distribuiscono cibo e vestiti agli sfollati.

Notizie Avventiste – I volontari dell’organizzazione umanitaria dell’Unione avventista britannica (Buc) sono intervenuti alcune ore dopo l’inizio dell’incendio del grattacielo di Londra, per portare aiuto e conforto alle numerose persone sfollate ed evacuate che si trovavano sul piazzale a poca distante dei resti fumanti dell’edificio.

In un articolo pubblicato sul sito Buc, il past. Richard Daly, responsabile del dipartimento Comunicazioni dell’Unione, descrive la situazione incontrata e gli interventi umanitari della chiesa.

Erano le 16.30 di mercoledì 14 giugno, circa 14 ore dopo l’inizio dell’incendio, e si poteva ancora vedere il fumo e sentire l’odore della combustione, poiché nel condominio di 24 piani continuava consumarsi il rivestimento esterno dell’edificio. L’atmosfera era ancora di stupore, sconvolgimento e disperazione, perché gli abitanti degli appartamenti o quelli che erano stati evacuati nelle vicinanze erano seduti sul cemento, sgomenti; alcuni erano stati confortati da persone presenti nella zona, mentre altri restavano fermi, nel completo smarrimento.

Queste situazioni fanno emergere la bontà degli esseri umani. Numerose associazioni di beneficenza e organismi locali erano riunite per offrire cibo, acqua e vestiti. L’esercito ottimista delle organizzazioni umanitarie ha compensato il tono triste che dominava ed espresso speranza e allegria verso tutti, riconoscendo che non esistono barriere culturali o religiose per dare aiuto in una tragedia come questa.

Tuttavia, le storie delle persone sfollate erano strazianti. Una signora, incinta di cinque mesi, fissava l’edificio fumante chiedendosi se la madre ce l’avesse fatta. Ci ha detto: “Sono tornata questa mattina da una vacanza e mi sono precipitata qui. L’ultima volta che ho parlato con mia madre erano le 22.30 della scorsa notte. Da allora il suo telefono non risponde”. Un uomo di mezza età scuoteva la testa incredulo. “Non ci posso credere”, ha affermato, “la mia famiglia viveva al 21° piano, ho controllato tutti gli ospedali vicini e nessuno sa dove siano”.

Sono storie come queste e molte altre che fanno capire la realtà di ciò che è successo nelle prime ore di un mercoledì così reale e tragico.

Tra le organizzazioni umanitarie intervenute vi è anche quella avventista denominata Sec Community Services, arrivata sul posto all’ora di pranzo, che ha distribuito cibo e vestiti agli sfollati rimasti senza casa. Il direttore Sec, Malika Bediako, ha spiegato: “Siamo arrivati qui prima possibile per dare aiuto alle persone nell’emergenza e saremo qui ogni giorno per il resto della settimana”.

Anche l’agenzia umanitaria avventista Adra UK è intervenuta subito, con un contributo finanziario di 2.500 sterline per acquistare prodotti alimentari, vestiti e altri rifornimenti da distribuire secondo i bisogni delle persone.

Man mano che nei prossimi giorni circoleranno le informazioni su questo rogo mortale, alcuni vedranno confermata la scomparsa di una persona cara o inizieranno ad accettare il dolore di una perdita. In altri invece monterà la rabbia, mentre cercheranno di accertare le cause dell’incendio e chiederanno risposte urgenti.

Continuiamo a pregare per le famiglie delle vittime, per i dispersi, per i feriti, per le persone semplicemente confuse su ciò che è accaduto e anche per tutti coloro che si stanno impegnando nell’emergenza, tra i quali ci sono i volontari del Sec a rappresentare una chiesa che cerca di essere presente dove le persone soffrono.

 

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