giovedì, maggio 24, 2018
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Il perdono è più forte della vendetta

100 anni fa, il comportamento di un cristiano avventista durante la guerra civile in Finlandia, impedì una strage.  

Notizie Avventiste – Qualcosa di tragico avvenne in Finlandia proprio 100 anni fa. Eppure, Viktor Ståhlberg, da poco battezzato nella chiesa avventista di 7° giorno, non volle che 10 soldati fossero uccisi per vendicare la barbara morte di suo figlio.

Nel 1918, il Paese era impantanato in una sanguinosa guerra civile in cui i rossi, costituiti principalmente dalla classe operaia, e i bianchi, per lo più appartenenti alle classi medie e aristocratiche, si combattevano aspramente.

Väinö Ståhlberg decise di unirsi alle truppe bianche sull’isola di Lavansaari, nel Golfo di Finlandia (ora conosciuta come Moshchny Island ed è parte della Russia). Suo padre, Viktor Ståhlberg, era diventato un credente avventista tre anni prima e aveva pregato il figlio di cambiare idea e di non arruolarsi.
“Per favore, figlio mio, non partire con i tuoi amici per unirti all’esercito”, gli disse. E citò le parole di Gesù: “perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada” (Mt 26:52).

Purtroppo, la voglia di combattere per ciò in cui credevano era forte e i giovani lasciarono le loro case nel buio della notte, alcuni con un cavallo e una slitta, altri sui loro sci di fondo. Si incontrarono sul mare ricoperto di ghiaccio, all’inizio della mattina di Pasqua. Purtroppo furono intercettati da alcuni soldati rossi che li arrestarono e li portarono nel loro quartier generale di Hamina. Qui furono interrogati il giorno di Pasqua, il 1° aprile 1918.

In seguito si scoprì che una cameriera innamorata di Väinö aveva rivelato le intenzioni dei ragazzi a un simpatizzante dei rossi, il quale aveva passato queste informazioni. Più tardi, durante la sua prigionia, Väinö si rammaricò di aver disobbedito a suo padre e chiese perdono di Dio.

Nella notte i giovani furono messi su una slitta trainata da cavalli, insieme a due soldati rossi armati, e portati sul mare ghiacciato. Altri soldati avevano già praticato un buco nel ghiaccio. Fu ordinato ai prigionieri di mettersi in riga davanti al foro, Väinö resistette a quel comando e fu ucciso da un soldato rosso. Altri tre giovani furono uccisi, due riuscirono a scappare ma furono raggiunti dalle pallottole. Uno finse di essere morto e fu lasciato solo mentre i soldati correvano dietro all’altro fuggitivo. Il giovane colse l’occasione per salvarsi, raggiunse gli altri e raccontò quello che era successo.

I rossi gettarono i corpi dei ragazzi uccisi nel foro nel ghiaccio. Si dice che il cane di Väinö abbia seguito i passi del suo padrone e per molte notti sia andato a ululare nei pressi del buco, fino a quando, una notte, si è tuffato in cerca del suo padrone e non è più ritornato.

Successivamente, i bianchi riconquistarono la città di Hamina e iniziarono a vendicarsi contro i rossi. Un giorno, Viktor Ståhlberg sentì che dieci prigionieri rossi erano stati portati su una collina per essere giustiziati come vendetta per l’omicidio di suo figlio. Prese la sua Bibbia e si affrettò a raggiungere il luogo dove si preparava il massacro. Arrivato, iniziò a predicare il vangelo, poi disse: “Ora basta, questo macello deve finire; non potete uccidere nessun rosso per vendicare la vita di mio figlio, nemmeno uno”. Così, i prigionieri furono salvi.

L’amore di Cristo aveva cambiato il cuore di questo padre che voleva onorare uno dei dieci comandamenti: “Non uccidere” (Es 20:13). Il ciclo delle vendette fu spezzato. L’amore di Dio nel suo cuore produsse il perdono e salvò la vita dei prigionieri rossi.

Tra i dieci rossi che dovevano essere uccisi per aver preso la vita di Väinö vi erano i due figli di un fabbro del luogo. Quando i suoi figli furono salvati, l’uomo iniziò a leggere la Bibbia per gratitudine a Dio, divenne cristiano e si unì alla locale chiesa avventista. Da allora, otto membri della famiglia di Viktor hanno servito come pastori nelle comunità avventiste del 7° giorno. Tra loro spicca il fratello di Väinö, Toivo Seljavaara, che divenne un evangelista pubblico e durante la sua vita battezzò più di 1.500 persone.

(Fonte: tedNews)