Grosseto-incontro su ecumenismoCesare Camarri/Stelian Barbulescu/Notizie Avventiste – Nella la sede della comunità avventista di Grosseto, si è svolto recentemente un incontro-dibattito sul tema “Verso una nuova primavera ecumenica?”. L’idea è stata quella di riflettere sulle novità apportate da papa Francesco in relazione alla sua visita presso la chiesa valdese di Torino (giugno 2015), ma anche in altri incontri quali la visita alla chiesa pentecostale di Caserta e quella alla chiesa luterana di Roma.

All’evento hanno partecipato Luca Maria Negro, pastore della chiesa battista di Grosseto, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e direttore del settimanale Riforma; Desiderio Gianfelici, vicario generale della diocesi di Grosseto; Davide Romano, pastore avventista e direttore del dipartimento Affari pubblici e Libertà religiosa della Chiesa cristiana avventista italiana.

Il pastore battista ha messo in evidenza come la visita del papa rappresenti il riconoscimento del cammino ecumenico degli ultimi decenni, che ha prodotto diversi risultati. “Possiamo dire che si chiude, dopo secoli, la stagione del pregiudizio, del conflitto, della condanna per essere cristiani in un modo alternativo”, ha affermato L. M. Negro per il quale la visita del papa è il frutto di quanto avvenuto in precedenza, ma è anche impulso per un cammino ancora da fare. “La diversità”, ha continuato il presidente dalla FCEI, “non è solo conflittuale, ma anche capacità di vivere in comunione. Tanti credenti camminano già adesso insieme sulla pace, sulla giustizia, sulla responsabilità verso il creato. La visita del papa rappresenta quindi un rinnovato impegno in tale direzione”.

Nel suo intervento, il vicario della diocesi di Grosseto ha ricordato le parole del papa espresse durante la visita al tempio valdese, e cioè che l’unità, frutto dello Spirito Santo, non significa uniformità. “Purtroppo è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la diversità e finiscano per cadere in posizioni conflittuali l’uno contro l’altro”, ha affermato don Gianfelici, “Riflettendo sulla storia delle nostre relazioni, non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede, e chiediamo al Signore che ci dia la grazia di riconoscerci tutti peccatori e di saperci perdonare gli uni gli altri. È per iniziativa di Dio, il quale non si rassegna mai di fronte al peccato dell’uomo, che si aprono nuove strade per vivere la nostra fraternità, e a questo non possiamo sottrarci”.

Il pastore avventista ha evidenziato in particolare le criticità ancora presenti nell’ambito dell’ecumenismo, criticità che non sono state superate o rimosse dalle visite del papa. “In effetti”, ha affermato D. Romano, “anziché di una nuova ‘primavera ecumenica’ in termini simbolici si può parlare, nella migliore ipotesi, solo di un ‘mite inverno’”.
Ha quindi ricordato che permangono punti interrogativi e perplessità come la considerazione da parte cattolica delle chiese evangeliche “come mere ‘comunità ecclesiali’, locuzione che qualunque cosa significhi indica comunque il persistere di un’evidente intenzione svalutativa, che risente della concezione del paradigma ecclesiocentrico romano”.

All’evento hanno partecipato avventisti, battisti, cattolici e persone esterne alle chiese, che hanno aderito all’iniziativa manifestando interesse verso la questione posta. È stato un momento di incontro e di franco dialogo, nel reciproco rispetto e nella reciproca considerazione.

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