ARTICOLO IL TIRRENOParla della sua fede e Il Tirreno gli dedica la prima pagina.

C. Camarri/S. Barbulescu/Notizie Avventiste – George Gyabbah è uno degli immigrati arrivato in Italia sui gommoni e trasferito poi in Toscana. È avventista e quindi ha trovato a Grosseto una comunità pronta ad accoglierlo. Aveva detto a tutti di essere un atleta maratoneta, ma nessuno della comunità aveva pensato che fosse così bravo. Infatti è salito sul podio dell’“Argentario Trial Polio”, una corsa di dieci chilometri realizzata a scopi benefici, che si è svolta di recente a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto.

George, a causa della sua condizione di profugo, non aveva i mezzi per partecipare alla gara, ma qualcuno gli ha donato le scarpe per correre e così ha potuto salire sul terzo gradino del podio. Il fatto ha destato l’interesse dei media, tanto che il quotidiano Il Tirreno gli ha dedicato la prima pagina con una foto che lo ritrae sorridente all’arrivo della corsa. Nelle varie interviste rilasciate, George ha testimoniato la sua fede avventista, citando anche la comunità di Grosseto, ove ogni sabato si reca per condividere le benedizioni del Signore.

George Gyabbah è originario del Ghana, è giunto in Italia dopo un viaggio di quattro giorni su un gommone partito dalla Libia e con 108 persone a bordo. Intercettato e soccorso dalla Marina Militare era sbarcato a Palermo e poi trasferito a Monticello Amiata. Durante il suo soggiorno in Libia era stato schiavizzato e seviziato. Porterà per sempre i segni delle violenze subite: non riesce più a distendere un dito della mano per un tendine reciso con il calcio di una pistola.

Il sogno di questo ragazzo sempre sorridente, nonostante le brutte esperienze vissute,  era diventare un maratoneta e solo per mancanza di fondi la federazione sportiva del suo paese non era riuscita a mandarlo alle Olimpiadi di Atene, nel 2004.

Ma George ha confidato alla sua chiesa di avere un desiderio: partecipare alla maratona delle prossime Olimpiadi con la maglia del nostro paese. Attualmente sembra una cosa impossibile ma, come dice lui stesso, “a Dio tutto è possibile”.

(Foto: Il Tirreno, guarda qui la scansione della pagina intera)

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