venerdì, maggio 25, 2018
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Il Giorno della Memoria a Trieste

Affermare l’umanità di ogni individuo. L’intervento del rappresentante delle comunità evangeliche cittadine.

Notizie Avventiste – È iniziato nel rispetto della diversità religiosa il Giorno della Memoria a Trieste. La celebrazione, spostata a domenica 28 gennaio per rispettare il sabato ebraico, si è tenuta nella Risiera di San Sabba, lo stabilimento industriale, oggi monumento nazionale, che nel 1943 i nazisti avevano trasformato in campo di prigionia e dove, dall’aprile 1944, fu messo in funzione un forno crematorio, l’unico in territorio italiano.

Presenti le autorità locali e regionali, le comunità religiose e l’intera cittadinanza. Una cerimonia partecipata, perché mai come ora appare concreto il timore che possano risorgere e attecchire quelle idee che portarono all’affermarsi del nazismo e al genocidio degli ebrei e di altri gruppi di persone considerati “diversi”, tra cui zingari, omosessuali, disabili, oppositori politici.

Alla deposizione delle corone d’alloro da parte del Sindaco, della Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, del Prefetto e di gruppi e associazioni, sono seguiti i messaggi delle autorità.

La cerimonia si è conclusa con un rito religioso in cui Pier Emilio Salvadè, vicario generale della diocesi cattolica, ha pronunciato alcune preghiere, in particolare la “Preghiera semplice” di San Francesco; Alexandre Meloni, rabbino capo della comunità ebraica, ha recitato una preghiera della liturgia ebraica; Eliseo Testa, in rappresentanza delle chiese evangeliche (avventista, elvetica, luterana, metodista, valdese) ha rivolto un breve messaggio.

E. Testa, membro della comunità avventista triestina, ha affermato l’importanza di “prevenire il ripetersi di tragedie come quella che oggi ricordiamo”.

“Anche le comunità religiose, come componenti della società civile” ha dichiarato “sono chiamate ad assumere una responsabilità attiva. Ciò significa impegnarsi nel coltivare questa memoria finalizzata alla prevenzione nella pratica quotidiana, ergendola a fattore fondante del percorso formativo ed educativo rivolto alle proprie comunità e in generale a tutto il tessuto sociale in cui si opera”.

Il nazismo ha privato della dignità di esseri umani le vittime della Shoah, per deumanizzare un intero popolo.
“Credo” ha aggiunto E. Testa “che l’impegno da parte di una comunità di credenti debba partire proprio da una costante affermazione sull’umanità dell’individuo, di ogni individuo, nel riconoscimento che ogni essere umano deve al proprio simile come portatore della stessa propria umanità, con tutto ciò che ne consegue circa l’uguaglianza dei diritti per qualsiasi categoria sociale, etnica, religiosa”.

Affermare e valorizzare l’umanità di ogni individuo sono aspetti che fanno “parte integrante del messaggio cristiano. Anzi, al di là di ogni dogma e di ogni speculazione teologica, è il cuore del messaggio di Gesù, che ha lapidariamente condensato il rapporto che ogni uomo deve avere con i propri simili nel comandamento che leggiamo nel vangelo: ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’”, ha concluso.