N22-giornata rifugiatoLe chiese evangeliche dedicano del tempo alla riflessione e alla preghiera.

Notizie Avventiste – Sabato 20 giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, alcune chiese cristiane avventiste del settimo giorno del nostro paese dedicheranno un momento alla preghiera per le persone che ogni giorno sono costrette ad abbandonare le proprie case e a fuggire dai paesi di origine in cerca di protezione in Europa. Pregheranno anche per le famiglie di quanti non ce l’hanno fatta e sono scomparsi durante il viaggio intrapreso. La richiesta arriva dal Servizio Inteculturalità dell’Unione avventista italiana, che raccomanda alle comunità  di riservare una parte del programma del mattino alla preghiera per i rifugiati.

Si stima che dal 2000 al 2014, oltre 22.400 persone in fuga abbiano perso la vita nel vano tentativo di raggiungere il vecchio continente. Nel 2014, nel Mar Mediterraneo sono morte circa 3.500 migranti e nei primi mesi di quest’anno sono già circa 1.500 le persone decedute o disperse in mare.

Domenica 21 giugno, sarà la volta delle chiese evangeliche che dedicheranno del tempo alla riflessione e alla preghiera per i rifugiati. L’Alleanza Evangelica Italiana organizza un incontro al Centro cristiano “Il Buon Samaritano”, a Marina di Città Sant’Angelo (PE).

Anche la chiesa avventista di Forlì avrà un momento di preghiera in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Sabato 26 giugno, alle ore 18.45, ci sarà una preghiera ecumenica e interreligiosa dal titolo “Morire di speranza”, a cui parteciperanno le realtà cristiane e islamiche della città. Sarà un momento di memoria e di preghiera per ricordare i profughi morti nei vari “viaggi della speranza”, in particolare nel Mediterraneo. L’evento si terrà nella piazza principale della città, come segno pubblico di visibilità.

Guerre, persecuzioni etniche, carestia e povertà fanno sì che sempre più individui e famiglie fuggano alla ricerca di un luogo sicuro dove vivere e dare un futuro ai figli.
“La situazione è molto critica”, afferma Franca di Lecce, del Servizio Rifugiati e Migranti della Fcei (Federazione delle chiese evangeliche in Italia), ai microfoni di Radio Voce della Speranza di Firenze, “Siamo di fronte a una situazione che non è stata affrontata adeguatamente nel passato e nel presente, e stiamo ponendo le basi per un pessimo futuro”.

La difficile condizione in alcuni paesi dell’Africa e del Medio Oriente fa aumentare i flussi migratori verso l’Europa, al momento i più alti della storia. Per l’Italia e i paesi europei la tragedia umanitaria di migliaia di persone diventa una battaglia politica.
“Non parliamo di una questione tecnica, ma di vita”, è invece il parere di F. Di Lecce; infatti, per intervenire in maniera efficace, bisognerebbe attuare procedure che collochino “al centro le persone, i legami familiari” senza mettere “a repentaglio la coesione sociale”.

L’Italia avrebbe la forza per dettare un’agenda diversa all’Europa? Sì, è la risposta della responsabile del Servizio Rifugiati e Migranti, a condizione che il sistema di accoglienza diventi più credibile. “Oltre a essere frammentato e disomogeneo, è sotto i riflettori di tutti per le inchieste spaventose che abbiamo visto su mafia capitale. … Il governo italiano deve assolutamente intervenire perché abbia credibilità in Europa. Non è solo una questione di numeri, ma di accoglienza dignitosa alle persone in fuga”, conclude F. Di Lecce.

Per ascoltare l’intera intervista di RVS Firenze a Franca Di Lecce sull’immigrazione, cliccare qui.

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