Carl Wilkens è intervento al Palazzo di Vetro, il 7 aprile, nella giornata in ricordo dei tragici fatti del 1994.

EUDnews/Notizie Avventiste – L’uomo che ha salvato la vita di centinaia di orfani durante il genocidio del Ruanda, nel 1994, era presente insieme con il Segretario generale delle Nazioni Unite e altre personalità alla speciale cerimonia commemorativa che si è svolta il 7 aprile nella sede ONU di New York.

L’intervento di Carl Wilkens, avventista del settimo giorno, è stato solo uno degli 11 discorsi da lui pronunciati la scorsa settimana, in cui ha ricordato che lavorava come direttore di ADRA (Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso) in Ruanda, quando le violenze iniziarono e produssero l’insensata morte di 800.000 persone in tre mesi. Wilkens ha anche incontrato gli studenti di otto scuole superiori e college di New Jersey e Pennsylvania.

Nei suoi interventi ha condiviso la propria fede attraverso la narrazione delle sue esperienze, in particolare di quella vissuta all’inizio del genocidio. Alcune vicine di casa avevano impedito a un gruppo armato di entrare nell’alloggio della famiglia Wilkens a Kigali, capitale del Ruanda. Le donne avevano convinto gli uomini a lasciar perdere dicendo: “I loro bambini giocano con i nostri figli”. Nel raccontare la storia a 80 studenti di un liceo del New Jersey, Wilkens ha detto che l’intervento di Dio avrebbe potuto essere più “soprannaturale”, poteva innalzare uno scudo invisibile intorno alla sua casa. “Ma credo che fosse soprannaturale anche la presenza di quelle donne davanti alla nostra casa, per fermare gli uomini armati di machete e pistole, ai quali dicevano ‘No, non potete andare là’”.

“Il fatto che i nostri bambini avessero giocato con i loro coetanei per quattro anni”, ha affermato Wilkens che ha tre figli, “credo sia stato un elemento chiave dell’intervento divino. In previsione di ciò che sarebbe successo, Dio ha usato le relazioni che i bambini costruivano giocando nel quartiere, per creare legami con quelle donne”.

“Spesso Dio interviene operando attraverso le decisioni delle persone”, ha aggiunto, invogliando gli studenti  a prendere decisioni che mostrino rispetto per Dio, il creato e le persone.

All’inizio del genocidio, il 7 aprile del 1994, Wilkens aveva mandato la sua famiglia al sicuro fuori dal paese, ma lui era rimasto per portare cibo, acqua e farmaci agli orfani intrappolati a Kigali. Le sue azioni coraggiorse hanno salvato centinaia di vite umane. Per gran parte del conflitto, l’uomo è stato l’unico cittadino americano in Ruanda.

Wilkens ha espresso sentimenti contrastanti verso l’operato delle Nazioni Unite, perché avrebbe potuto prevenire molto spargimento di sangue. “Ritengo l’ONU enormemente responsabile della perdita di tante vite umane”, ha affermato nel Palazzo di Vetro. “Aveva a disposizione 2.500 soldati sui quali la popolazione contava. L’ONU proteggeva le persone nelle scuole, ma poi ha ritirato la maggior parte delle truppe, lasciando la gente senza protezione”.

Nel discorso di sei minuti trasmesso dalla Web TV delle Nazioni Unite, Wilkens si è scusato per aver provato rabbia verso l’ONU per molti anni. “Questo è il mio impegno… per guarire”, ha commentato.

Intervistato da Adventist Mission, Wilkens ha affermato di aver accettato l’invito dall’ambasciatore delle Nazioni Unite in Ruanda per la stessa ragione per cui accetta centinaia di altri inviti. “Nel condividere le mie esperienze, parlo dei valori in cui credo, valori fondamentali che provengono dagli insegnamenti di Gesù”, ha affermato.

Tra gli altri relatori alla cerimonia di venerdì scorso, il segretario generale dell’ONU, António Guterres; Durga Prasad Bhattarai, vice presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite; Sonia Mugabo, sopravvissuta al genocidio; e Valentine Rugwabiza, ambasciatrice del Ruanda alle Nazioni Unite.

Tornato negli Stati Uniti dopo la fine del genocidio, Wilkens è stato per 11 anni cappellano presso la Milo Adventist Academy, in Oregon. Dal 2008 lavora a tempo pieno per l’organizzazione non governativa “World Outside My Shoes”, di cui è co-fondatore e attuale direttore.

“Sono estremamente grato a Dio per l’amore che ho sperimentato nella mia vita, e voglio esprimere tale gratitudine agli altri”, ha concluso Wilkens.

(Foto: UN Web TV)

 

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