domenica, maggio 27, 2018
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Andarono a vendere le uova, tornarono a casa con una Bibbia

Inizia così la storia della comunità avventista di Cesena. La settimana scorsa sono stati ricordati i cento anni dell’arrivo della Scrittura in una famiglia pioniera della chiesa cesenate.

Notizie Avventiste – “L’ultimo incontro di Bibbia Festival 2018 ha offerto una serie di intense emozioni”. Ad affermarlo è Giovanni Benini, anziano della chiesa cristiana avventista di Cesena, al termine della giornata dedicata ai cento anni dell’arrivo della Bibbia nella famiglia che ha contribuito a fondare l’attuale comunità.

Tutto ebbe inizio nel 1918, quando Luigia Senni, 30 anni, e sua figlia Pia Evangelisti, 10 anni, andarono a vendere le uova. Si fermarono al mercato e girarono tra le bancarelle. Qualcosa colpì la loro attenzione: un venditore ambulante proponeva l’acquisto della Bibbia. Luigia e Pia erano religiose, ma non avevano mai letto la Scrittura; decisero quindi di comprare una copia della Bibbia Diodati con il guadagno della vendita delle uova. Poi andarono in chiesa. Quando sentirono il parroco minacciare di scomunica chi avesse comprato una Bibbia da quel venditore protestante, misero il libro in fondo al paniere, lo coprirono con dei fazzoletti e di corsa tornarono a casa. Appena arrivate, lo nascosero nella madia dove si teneva la farina. Trascorsero diversi anni, finché fu rispolverata grazie all’incontro con il primo avventista di Cesena, Primo Casadei Lucchi, che strinse amicizia con la famiglia Evangelisti e insieme studiarono la Scrittura. Nel 1935 fu organizzata la chiesa avventista in città. In quegli anni era proibita ogni forma di aggregazione pubblica e i battesimi per immersione venivano celebrati di notte, nel fiume Savio.

Sabato 5 maggio, Guerrino e Antonio Evangelisti, rispettivamente di 97 e 95 anni, hanno ricreato il clima di quel periodo, intervistati dal past. Cupertino Giuseppe. Il racconto della loro esperienza, le difficoltà che hanno dovuto affrontare in tempi non facili e la loro fede salda, sono un esempio per tutti. I tempi sono cambiati, ora vi è apertura, dialogo e collaborazione tra le confessioni; la memoria del passato permette di apprezzare il cammino di amicizia e rispetto reciproco intrapreso dalle denominazioni religiose.

“Nella mattinata abbiamo avuto il privilegio di accogliere diversi ‘figli’ della nostra chiesa che vivono in altre città” ha ricordato G. Benini “Anche i pastori e i ministri di culto che negli anni hanno servito la nostra comunità”. Presenti all’evento i vertici dell’Unione italiana delle chiese avventiste (Uicca).

All’incontro del pomeriggio, hanno partecipato i Sindaci del Comune di Cesena che, dal 1985 a oggi, hanno accompagnato le vari fasi della comunità avventista. “Dall’individuazione del terreno dove sorge l’attuale chiesa, ai vari progetti che la comunità ha presentato alla città negli anni successivi. Si tratta di progetti di inclusione sociale, di testimonianza evangelica e di servizio”, ha precisato l’anziano di chiesa “Ogni primo cittadino ha offerto la propria testimonianza”.

Toccante il racconto di Gabrio Casadei Lucchi, sindaco dal 1985 al 1986 e figlio del fondatore della chiesa di Cesena, che ha ricordato i momenti difficili, quando da ragazzino veniva deriso dai compagni di classe perché non  non andava a scuola il sabato. “Mi sono formato e debbo molto a quello che la chiesa, sotto l’aspetto civile e sociale, mi ha dato, e devo dire grazie a questa comunità se poi sono diventato amministratore e sindaco”, ha affermato.

Durante la cerimonia è stata anche svelata la scultura in ferro realizzata e donata dallo scultore Luciano Navacchia, una Bibbia aperta con inciso a fuoco il testo di Isaia: “L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre” (Is 40:8).

Guarda la registrazione della giornata su Hope Channel Italia.