mercoledì, agosto 15, 2018
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È salvo l’avventista responsabile di Amnesty International in Kenya

N1-Justus Nyang'ayaJustus Nyang’aya è stato aggredito con armi da fuoco nella sua casa

Notizie Avventiste/Adventist Review – Justus Nyang’aya, avventista e direttore di Amnesty International in Kenya, è stato aggredito nella sua casa nei pressi di Nairobi, la sera del 17 dicembre, da malviventi armati. Purtroppo non è un evento raro in questa città rinomata per la sua violenza. I criminali gli hanno sparato tre volte mentre cercava di proteggere la moglie e le tre figlie.

Dal letto d’ospedale a Karen, Nyang’aya ha raccontato al quotidiano Daily Nation: “L’uomo mi ha sparato al braccio mentre cercavo di spingere indietro la porta. Non volevo che entrassero perché c’erano le mie figlie. Ancora una volta mi ha sparato al petto. Ho continuato a lottare e lui mi ha sparato di nuovo; sanguinavo molto. Alla fine, mi ha puntato la pistola in faccia e ha premuto il grilletto, ma non c’erano più pallottole”. Gli assalitori hanno quindi preso in fretta il portafoglio di Nyang’aya e alcuni oggetti elettronici nel soggiorno e sono fuggiti. Moglie e figlie sono rimaste illese.

Ora Nyang’aya è stato dimesso dall’ospedale ed è in convalescenza. Ha espresso gratitudine a Dio per essere ancora vivo. Mentre la moglie lo trasportava in ospedale, quella sera, l’auto è andata in panne dopo aver preso una buca nella strada. Sono stati soccorsi da un automobilista di passaggio. “Un buon samaritano che ha avuto il coraggio di fermarsi alle 11.30 di notte e prendere un individuo  coperto di sangue nella sua auto. Questo tipo di aiuto è molto insolito e prego che l’Onnipotente benedica quell’uomo”, ha affermato Nyang’aya.

Anche se le sue bambine sono state traumatizzate dall’attacco, tutta la famiglia ha ripreso a dormire sonni tranquilli. “Non temiamo un altro attacco. Vedendo come Dio è intervenuto siamo certi che continuerà a darci forza, fiducia e protezione. Dormiamo in pace”, ha aggiunto Nyang’aya.

Nyang’aya non crede di essere stato preso di mira per la sua attività di responsabile di un’organizzazione internazionale, ma che si sia trattato piuttosto di un “incidente casuale”. Il capo della polizia della regione ha garantito che farà di tutto perché gli autori dell’attacco siano arrestati.

Amnesty International è un’Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. Conta attualmente due milioni e ottocentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione italiana di Amnesty conta oltre 70.000 soci.