lunedì, giugno 25, 2018
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Dichiarazione sulla Consulta ecumenica delle chiese

Notizie Avventiste – Il Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione avventista italiana (Uicca) ha diffuso la seguente dichiarazione:

In relazione a quanto recentemente riportato da talune agenzie di informazione, circa la nascita di una “Consulta ecumenica delle chiese cristiane presenti in Italia” di cui farebbe parte anche la Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno, ci riserviamo di precisare quanto segue.

La Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno ha preso parte a una serie di incontri occasionati dalle celebrazioni del quinto centenario della Riforma protestante. Ovvero, diversi rappresentanti di molte chiese presenti in Italia, tra cui la Chiesa cattolica, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, rappresentanti qualificati dell’Ortodossia e della Chiesa anglicana, e rappresentanti dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno, hanno partecipato a un tavolo di confronto e di dialogo finalizzati alla preparazione di alcuni convegni tematici connessi alla ricorrenza della Riforma del XVI secolo e alla sua attualità.

La Conferenza episcopale italiana ha per parte sua offerto alcune sedi prestigiose a Trento e ad Assisi, e una sincera ospitalità, al fine di realizzare i suddetti convegni e facilitarne l’elaborazione.

L’esperienza maturata nel corso della preparazione e della realizzazione di tali convegni è stata certamente positiva, poiché ciascuna chiesa ha potuto declinare con la massima franchezza la propria lettura dei principi che hanno ispirato la Riforma protestante, in spirito di fraterna attenzione e di reciproco ascolto.

Ciò detto, ci preme sottolineare senza ambiguità che questo tavolo di ascolto e di confronto tra esponenti di diverse chiese non dovrebbe ambire a diventare un organismo ecumenico strutturato e formalmente rappresentativo, ma soltanto un organo di collegamento tra chiese che reciprocamente si rispettano e si ascoltano nella comune consapevolezza che su alcune questioni socialmente importanti, come ad esempio la difesa della libertà religiosa e di culto, la solidarietà verso i migranti che giungono nel nostro Paese, potrebbe rivelarsi opportuno far sentire insieme la propria voce nello spazio pubblico.

Cionondimeno, qualora l’attuale tavolo di confronto e di dialogo evolvesse in un organismo strutturato e formalmente rappresentativo, che impegni le chiese ivi rappresentate, come ad esempio un “consiglio ecumenico delle chiese” o qualcosa di simile, i rappresentanti della Chiesa avventista valuterebbero la propria partecipazione solo ed esclusivamente in qualità di osservatori.