lunedì, maggio 21, 2018
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Il coraggio della pace

Dichiarazione della Chiesa cristiana avventista in Germania nel Centenario della fine della Prima guerra mondiale.

Notizie Avventiste – In occasione del Centenario della fine della Prima guerra mondiale, la Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno in Germania ha rilasciato la dichiarazione “Il coraggio della pace”, pubblicata nel numero di febbraio della rivista Adventisten heute. Nel documento, informa l’agenzia stampa Apd dal sito Eud, i dirigenti della Chiesa raccomandano ai fedeli di non partecipare, direttamente o indirettamente, a nessun conflitto armato.
“Quando termina una guerra non significa che abbia inizio la pace”, esordisce la dichiarazione. Si tratta di una lezione appresa dal primo conflitto mondiale, preludio alla guerra moderna che si avvale delle nuove tecnologie. Guerra informatica, attacchi con droni, minacce di armi chimiche, terrorismo globale, il modo di combattere oggi è cambiato ancora una volta in maniera radicale, e spesso non si distinguono più chiaramente i fronti e le parti in conflitto.

Non solo guerra
In ricordo della fine della Prima guerra mondiale, avvenuta l’11 novembre 1918, e in considerazione dei nuovi potenziali pericoli, i leader della Chiesa avventista tedesca hanno voluto ribadire la loro posizione cristiana, come era già avvenuto nella dichiarazione “Schuld und Versagen” (Colpa e fallimento) del 2014. Bisogna tener presente che la guerra non è mai giusta. “Dietro ogni conflitto militare si celano interessi, aperti e nascosti, che non sono guidati dalla pura ricerca della giustizia”, afferma la dichiarazione. Il destino delle persone nelle aree di conflitto è spesso ritenuto di secondaria importanza. Per questo motivo, i comitati delle Unioni avventiste della Germania occidentale e meridionale già sottolineavano nel dicembre 1983: “Oggi ripudiamo la guerra in qualsiasi forma”. Il rischio di conflitti genera paura e porta a una continua corsa agli armamenti, così la pace è costantemente minacciata. Ma anche un eccessivo nazionalismo, demarcato in maniera aggressiva, suscita timori e minaccia la pace; inoltre la produzione industriale di armi è un importante fattore economico.

Ambasciatori di pace e riconciliazione
La dichiarazione evidenzia: “Gesù Cristo chiamò i suoi seguaci ad essere costruttori di pace”. Quando le persone vivono in pace con Dio, cercano anche la pace con gli uomini, perché essa è indivisibile e permea tutti gli aspetti della vita. Per questo motivo, la dichiarazione del 2014 della Chiesa avventista tedesca, in occasione dei 100 anni dallo scoppio della Grande guerra, afferma anche: “Crediamo che, agendo come ambasciatori di pace e riconciliazione nell’ambiente che li circonda, i seguaci di Gesù applichino meglio i consigli delle Sacre Scritture”.

Nessun servizio volontario nelle forze armate tedesche (Bundeswehr)
Pertanto, la Chiesa raccomanda agli avventisti, giovani e adulti, di “non partecipare in una guerra né direttamente, tramite il servizio volontario nelle forze armate tedesche, né indirettamente, aiutandone la preparazione tramite la produzione di armi e loro accessori, e l’informatica”. Dopo la cessazione del servizio militare obbligatorio nel 2011, le forze armate tedesche offrono incentivi alla leva volontaria, tra cui formazione professionale e laurea. “La nostra Chiesa non incoraggia a entrare nell’esercito, per la sua posizione di non combattente basata sulla Bibbia… “, precisa il documento, citando una frase del past. Ted N. C. Wilson, presidente della denominazione mondiale, che sottolinea come la Chiesa avventista non abbia mai abbandonato, sin dalla sua fondazione, la “testimonianza storica per la pace e il servizio di non combattente”.

La costruzione della pace inizia intorno a noi
“La pace inizia dalle relazioni umane intessute nel proprio ambiente e continua fino a raggiungere una più ampia responsabilità sociale”, dichiara ancora il documento. Contribuiscono anche alla pace l’impegno a favore della libertà religiosa, la lotta alla povertà tramite l’istruzione, la prevenzione della salute attraverso gli ospedali e l’educazione a uno stile di vita sano, il sostegno umanitario e alla qualità della vita grazie al servizio dell’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra) e l’Associazione avventista per il benessere (Advent-Wohlfahrtswerk – Aww). Perdono, pace e giustizia prosperano solo sulla base della non violenza, proprio come Gesù Cristo ha dimostrato con la sua vita e la sua morte. Pertanto, gli avventisti del 7° giorno sono chiamati a esercitare la loro responsabilità in questo mondo, senza violenza. Crediamo che, con il ritorno di Gesù, “sopraggiungerà” il regno di pace di Dio, perciò, dovremmo già avvicinarci a questo regno oggi, tramite il nostro comportamento.

Una decisione quasi unanime
La dichiarazione “Il coraggio della pace” (Mut zum Frieden) è stata approvata, con un solo voto contrario, durante il Consiglio di fine anno, dai 51 membri del Comitato della Chiesa avventista tedesca, tenutosi ad Altena, in Vestfalia, nel dicembre 2017. In Germania ci sono circa 35.000 avventisti che si riuniscono in 558 chiese.

Non combattenti già durante la guerra civile americana
Il past. Holger Teubert, direttore del Dipartimento per l’obiezione di coscienza e la pace della denominazione in Germania, ha riferito che la Chiesa avventista fu organizzata mentre era in corso la guerra civile americana (1861-1865). A quel tempo gli avventisti erano solo 3.500 e vivevano tutti negli Stati dell’Unione (Stati del nord) degli Stati Uniti. Erano fermi oppositori della schiavitù. Tuttavia, a causa della loro convinzione cristiana, rifiutarono di porre fine alla schiavitù con la forza delle armi. Il governo dell’Unione riconobbe loro lo status di “non combattenti” e gli avventisti coscritti poterono svolgere il loro dovere nel servizio medico non armato. Ma accadde che ufficiali subordinati negarono questo diritto e in diversi furono inviati, contro la loro volontà, nelle truppe combattenti. Coloro che rifiutarono di imbracciare le armi furono minacciati di passare per la corte marziale e la fucilazione. In una tale situazione, fu lasciato alla coscienza dell’individuo di decidere se obbedire agli ordini dei propri superiori.

Non combattenti durante la Prima guerra mondiale, tranne in Germania
Il past. Teubert ha anche spiegato che questo atteggiamento verso il servizio militare caratterizza ancora oggi gli avventisti. Durante la Grande guerra, la Chiesa continuò a mantenere la posizione di non combattente negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altri Paesi. In Inghilterra, circa 130 avventisti arruolati prestarono servizio militare non combattente. Costretti, alcuni di loro rifiutarono di imbracciare le armi e furono  inviati nella famigerata prigione di Dartmoor, dove subirono gravi abusi. In Russia, circa 500 avventisti vennero arruolati nell’esercito e molti erano non combattenti. 70 di loro furono mandati in prigione o nei campi di lavoro non avevano voluto prendere le armi.

Tuttavia, in una circolare del 2 agosto 1914, la dirigenza della Chiesa avventista in Germania e Austria-Ungheria raccomandò ai membri coscritti “di adempiere i nostri doveri militari con gioia e cordialità”, “fare uso delle armi” e anche di “svolgere azioni militari di sabato”. Non tutti gli avventisti furono d’accordo con questo atteggiamento, coloro che si rifiutarono di prendere le armi dovettero subire dure conseguenze. Il past. Teubert ha parlato dei 20 avventisti che furono condannati al confino in Germania, durante la Prima guerra mondiale: cinque morirono in prigione o subito dopo il loro rilascio, a causa dei maltrattamenti.

Nel 1920, i responsabili della Chiesa avventista tedesca ritirarono la loro dichiarazione sul servizio militare e si pentirono di averla emessa, ha riportato ancora il past. Teubert. La questione fu ripresa nella dichiarazione “Schuld und Versagen” (Colpa e fallimento) rilasciata nel 2014 in occasione dei 100 anni dallo scoppio della Grande guerra. La denominazione convenne che l’allora dirigenza “non fu all’altezza delle sue responsabilità nei confronti delle chiese e accusò ingiustamente i membri che non condivisero la loro opinione e si dichiararono non combattenti, subendo in alcuni casi le persecuzioni dalle autorità dello Stato”. La dirigenza della Chiesa si scusò con “i figli e i discendenti” di coloro che all’epoca furono ingiustamente accusati per il loro “fallimento” nella guerra: “Abbiamo imparato dalla nostra dolorosa storia che i figli di Dio sono chiamati ad essere persone di pace e a rifiutare tutte le forme di violenza contro persone innocenti”.

Servizio civile e soldati adibiti alle costruzioni
Prima della riunificazione, nella Repubblica Federale Tedesca non esisteva il servizio militare medico non combattente, per questo la Chiesa avventista della Germania dell’Ovest raccomandò ai membri in età di leva di avvalersi del loro diritto di obiezione di coscienza e di prestare servizio civile. Secondo il past. Teubert, quasi tutti gli avventisti seguirono l’indicazione. Nella Repubblica Democratica Tedesca (Rdt) non esisteva il servizio civile, ma solo la possibilità di prestare servizio non combattente come soldati adibiti alle costruzioni. La maggior parte degli avventisti di leva ingrossarono le fila dei soldati da costruzione, nonostante questo comportasse una serie di svantaggi professionali.

(Fonte: Agenzia Stampa Avventista – Apd; EudNews)

(Foto: Matthias Mueller/churchphoto.de)