giovedì, agosto 16, 2018
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I bambini maledetti del Congo nella poesia vincitrice del premio Maranatà


Si è svolta a Conversano la premiazione dell’undicesima edizione del concorso nazionale.

Silvia Magistà/Lina Ferrara – Un momento magico per vivere emozioni, esperienze, cultura. Così Santa Abiusi, presidente di giuria del concorso di poesia Maranatà, ha dato il benvenuto alla cerimonia di premiazione, domenica 18 giugno, presso il castello di Conversano (BA)

I 150 elaborati, pervenuti dalle diverse regioni italiane e persino dalla Svizzera, hanno focalizzato, attraverso la sensibilità che illumina i poeti, realtà dolorose e momenti di un vissuto da fermare con l’immagine del pensiero.

“Sono composizioni poetiche sempre più ricche e profonde”, ha affermato la presidente di giuria, “che tratteggiano, con il loro linguaggio particolare, gli squarci di vita della società contemporanea, invitandoci a riflettere, a non adagiarsi nella nicchia della propria tranquillità, ma a dar voce ai propri valori, per sconfiggere i soprusi davanti ai quali troppo spesso restiamo inerti. Sono liriche che destano le coscienze”.

Ne è un esempio “L’olezzo di un respiro”, di Loretta Stefoni (di Civitanova Marche), poesia vincitrice di questa undicesima edizione del concorso nella categoria adulti, che delinea la triste situazione dei bambini dimenticati del Congo, i cosiddetti “figli maledetti”, rifiutati dalle famiglie e dalla società perché ritenuti portatori e responsabili di disgrazie.

“I suoi versi”, recita la motivazione della giuria, “di forte impatto emotivo, esprimono in modo suggestivo il dolore e l’ansia che sono pane quotidiano per queste giovani creature che nessuno chiama più per nome. Senza troppi giri di parole, con immagini lucide e realistiche, la poetessa ci mette dinanzi a una iniquità sociale, di fronte alla quale il mondo tace e sotterra la propria vergogna”.

Vincitrice della sezione giovani è la poesia “Una vita spezzata”, di Leonardo Donà, di Verona. Racconta in versi un fatto di cronaca ed evidenzia l’abitudine dei ragazzi e delle ragazze di oggi di girare in città con le cuffie sulle orecchie per ascoltare la musica, spesso ad alto volume. Una pratica rischiosa che può costare anche la vita, come è successo alla diciannovenne protagonista della poesia.

Il premio speciale della giuria come poeta pugliese è andato a “La gabbianella”. L’autrice, Rosanna Gabellone, di Putignano (BA), parla del sogno di una migrante infrantosi in uno dei tanti naufragi nel Mediterraneo. Con un linguaggio delicato e usando le parole come pennelli, dipinge la vita e le speranze della giovane protagonista, una donna incinta che cercava un futuro migliore per sé e suo figlio.

Il concorso nazionale di poesia Maranatà, promosso dall’Associazione Bimbo Aquilone Onlus, con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Conversano, è organizzato ogni anno, con lavoro encomiabile, da Mina Antonelli, membro della chiesa avventista e poetessa pluripremiata, ha vinto tra gli altri il XXIX premio mondiale Nosside.

Antonietta Fantasia, presidente di Bimbo Aquilone, ha aperto la cerimonia di premiazione con un saluto alle autorità, in particolar modo al sindaco di Conversano e all’assessora alle politiche sociali del Comune.

Leggi tutte le poesie vincitrici dell’undicesima edizione.